venerdì, agosto 03, 2007   

Ferie... ferie... ferie...

Ferie.

Ce se rivede tra 'na quindicina de giorni.

voloalto | 15:45 | commenti (34) | link
>- il mio sguardo -<


lunedì, luglio 30, 2007   

Ho ascoltato alla radio una sfilza di "grandi successi" sfornati da Irene Grandi, Luca Carboni, Zucchero, Biagio Antonacci, Vasco Rossi, Lucio Dalla e compagnia cantando.

Ma io dico... se non c'hai più la verve artistica di una volta, fermati un attimo. Datti tempo... dove sta scritto che per forza devi tirar fuori un'altra canzone, se proprio l'ispirazione non c'è?
Va bene, le case discografiche possono fare pressione, ma... di certo non giova neanche a loro lo sputtanamento.

Signori... un pò di dignità...

voloalto | 20:08 | commenti (10) | link
>- il mio sguardo -<


Inserisco qui da me l'estratto di un post che ho trovato molto interessante in un altro
blog.

[ ....egli sottopose ad un test di intelligenza gli alunni di una scuola elementare della California. Quindi, prese un campione casuale tra questi bambini e disse alle loro insegnanti che si trattava di bambini che, secondo il test, erano risultati particolarmente dotati.

Ad un anno di distanza quegli alunni si erano effettivamente dimostrati i migliori della classe.
E non si trattava soltanto di un giudizio dato dalle insegnanti, i ragazzini in questione erano migliorati in modo sorprendente.

La spiegazione di quello che Rosenthal ha chiamato, appunto, effetto Pigmalione, è che le nostre aspettative possono influenzare in maniera radicale le nostre relazioni e le performance che possiamo ottenere dagli altri. Le insegnanti, credendo nell'alto potenziale di quei bambini, si comportarono con loro in modo diverso rispetto a quanto avrebbero fatto normalmente (più incoraggiamento, più stimoli...).
E i bambini reagirono di conseguenza, ottenendo risultati migliori.
Il comportamento delle maestre aveva consentito ai bambini di mettere in campo il meglio delle loro capacità.

L'effetto Pigmalione influenza i rapporti umani, di qualunque natura essi siano, e purtroppo non sempre in maniera positiva.

E' quella che Watzlawick chiamerebbe una "profezia che si autorealizza".

Questo può spiegare anche perché alcune persone sembrano particolarmente sfortunate nei rapporti con gli altri: incontrano colleghi ipocriti, amici inaffidabili, partner egoisti, eccetera eccetera.

In realtà, vengono trattati come si aspettano di esserlo.
Chi si aspetta di essere tradito, mette in campo una serie di strategie che portano la dinamica relazionale proprio nella direzione che si vorrebbe evitare. In questo senso, la "profezia" del tradimento si "autorealizza".]


voloalto | 11:07 | commenti (8) | link
>- sensazioni e lampi, il mio sguardo -<


giovedì, luglio 26, 2007   



Nulla si cancella davvero; il bene e il male non si neutralizzano... col verificarsi delle situazioni... si sommano, si accumulano.

Nel bene e nel male... sta tutto lì, resta tutto lì; si sedimenta per strati, e non c'è forza di volontà che possa eliminarli, perchè a consolidarli in quel modo non è stata la ragione ma il sentimento.
Entrano in contatto, ma solo superficialmente: non si mescolano... restano riconoscibili... stanno lì...

Solo il tempo, forse, può agire su di essi: polverizzare... corrodere... livellare, e allora torna la speranza di un equilibrio, che sicuramente sarà diverso da quello che era; ma... non lo si fa in breve... ci vuole del tempo... e... comunque dopo sarà un'altra cosa... tutta un'altra cosa.

martedì, luglio 24, 2007   



L'ho trovato affisso sopra uno stereo HiFi di classe esoterica; sarà stato di 1m x 2m... stupendo...

Al centro due ballerini che si muovono, leggeri, eleganti, misurati, come se il vento non ci fosse...
Lui porta, conduce, imposta la direzione; lei segue la traiettoria del passo, flessuosa.
Nell'immagine sono leggermente spostati a destra e... questo dà l'impressione del movimento, perchè il prossimo passo sembra proprio verso sinistra.

All'orizzonte nubi che paiono allontanarsi, forse hanno riversato pioggia sulla pista, fino a renderla uno specchio; e poi il mare, blu, forse profondo...

Le altre due figure sono impacciate e subiscono l'aria. Hanno ombrelli, si proteggono come possono, forse impegnate a mantenere un contegno.

Quando l'ho visto ho pensato che quel vento non sia reale; che sia un vento apparente, provocato dalla danza dei due ballerini...

giovedì, luglio 19, 2007   

mercoledì, luglio 11, 2007   

lunedì, luglio 09, 2007   

Riprendo questo testo da un altro blog, dopo aver parlato di questi argomenti con mio nipote, oggi pomeriggio.

Nella parabola dei talenti Gesù esorta ad utilizzare le capacità ricevute e avverte di ciò che succede a chi invece non le impegna e non le mette a frutto.

Gesù racconta che un uomo, dovendo partire per un lungo viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.

Ad uno diede cinque talenti, all'altro due e al terzo uno solo e partì.

Il servo che aveva ricevuto cinque talenti andò subito a negoziarli e ne guadagnò altri cinque.
Anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.
Invece il servo che aveva ricevuto un solo talento, temendo di perderlo, fece un buco nella terra e ve lo nascose.

Dopo tanto tempo ritornò il padrone e chiamò i servi a render conto. Quello che aveva ricevuto cinque talenti ne presentò altri cinque e il padrone allora lo benedisse e gli regalò i dieci talenti. Si presentò poi il secondo che aveva ricevuto due talenti dicendo: "Signore, mi hai dato due talenti e io ne ho guadagnati altri due". Il padrone ringraziò anche questo servo e regalò anche a lui i quattro talenti. Infine si presentò il servo che aveva ricevuto un talento solo e lo riconsegnò al padrone dicendo: "Ho avuto paura di perderlo e lo ho nascosto sotto terra, ecco, prendi ciò che ti appartiene".

Il padrone allora gli tolse l'unico talento, perché non l'aveva fatto fruttare e lo cacciò.

La parabola si conclude con queste parole: "...poiché a chi ha, sarà dato in sovrabbondanza, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha."

martedì, luglio 03, 2007   

lunedì, luglio 02, 2007   

lunedì, giugno 25, 2007   



Generalizzare troppo è sbagliato, lo so, ma... in questo momento una cosa mi pare evidente: Napoli muore sotto una montagna di spazzatura, che è al contempo effetto, causa e metafora della sua filosofia di vita.

Una filosofia che vive dell'effimero, di stupidità, di miopia, di reattività, di arroganza, di faciloneria, di indolenza, di ignoranza, di paura, di ineluttabilità, di auto-inganno, di incapacità di vedere e di pensare.

La monnezza s'accumula... e... si sapeva... si sapeva già si sarebbe accumulata in quantità smodata. Nessuno nella sostanza ha fatto nulla.
Nella migliore delle ipotesi si sarà pensato ci sarebbe stato qualcun altro che avrebbe fatto il primo passo e si sarebbe fatto carico del lavoro grosso.
Nella peggiore (e forse più probabile) nelle sedi che contano si sarà pensato che "tanto peggio-tanto meglio": la monnezza è oro, si genera in modo apparentemente spontaneo e... ha il potere di produrre un paradosso economico: maggiore è l'offerta maggiore è il suo prezzo.

Prima era poca... poi ha iniziato a crescere... stratificarsi... monnezza su monnezza... a fermentare nel calore di questo giugno... ad invadere la sede stradale fino a rendere difficili le manovre. Ora sta lì... vive di vita propria... pesa e conta sulla vita quotidiana di ciascuno.

Quando il contadino s'accorge che la gramigna ha invaso il suo campo di grano, usa rimedi drastici, per recuperare il campo l'anno successivo. Non va per il sottile... sacrifica anche il grano buono... perchè sa che è l'unico modo per recuperare la situazione l'anno successivo.
Spero non siamo vicini a soluzioni drastiche o situazioni irreparabili, ma... ho l'impressione non siano così distanti; che invece dell'eruzione del Vesuvio, forse sarà una colata di liquami a sommergere Napoli.

lunedì, maggio 28, 2007   

Il film "I 100 passi" parla della vita e della morte di Peppino Impastato, giovane siciliano impegnato nella lotta alla mafia, ucciso per il suo impegno di moralizzazione e di denuncia.

Oltre alla storia in sè, sono rimasto colpito da alcune idee, che ho trovato illuminanti.
Tra tutte...
la possibilità di un riscatto che passi attraverso la promozione della bellezza, la cultura della bellezza.

Riporto qui un dialogo


Peppino: Sai cosa penso? Che questo aeroporto non è brutto, anzi…

Salvo: Ma che cosa dici?

Peppino: Visto così dall'alto… Uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell'uomo. E invece non è così. In fondo, tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte, poi  trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere… Fanno 'ste case schifose, con le finestre in alluminio, i muri di mattoni vivi… stai seguendo?

Salvo: Eh, sto seguendo…

Peppino: I balconcini… La gente  va ad abitare, mette le tendine, i gerani, la televisione… e dopo un po’, tutto fa parte del paesaggio, c'è, esiste… Nessuno  ricorda più di com'era prima. Non vuole niente a distruggere la bellezza…

Salvo: Ho capito: ma allora?

Peppino: E allora? Allora, invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni, 'sti fissarie  … Bisognerebbe ricordare alla gente che cos'è la bellezza, aiutarli a riconoscere, a difendere…

Salvo: La bellezza…

Peppino: La bellezza… E' importante la bellezza… Da quella scende giù tutto il resto.


lunedì, maggio 21, 2007   

sabato, maggio 19, 2007   

venerdì, maggio 11, 2007   



Il motto della settimana:
"T'aggi' a 'mparà, e t'aggi' a perde"

Non so se si scrive così, ma sicuramente così si pronuncia e... rappresenta una specie di presagio; l'idea che... dopo aver insegnato (o dato, cambiato, risolto, modificato) qualcosa, poi ci si possa ritrovare superati (o senza valore, abbandonati, sfiniti, sviliti).

A lato di questo pensiero, mi torna in mente un articolo, che ho letto qualche tempo fa.
Trattava della difficoltà a far del bene, che non è data solo dallo sforzo in sè, ma anche dal sapere che il beneficiario poi si ritroverà anche in un ambivalente stato di inferiorità/debito/dipendenza che non gli sarà facile accettare, che peserà a sua volta e che, più o meno inconsciamente, farà scontare al benefattore.

A far del bene gli equilibri cambiano, e... nel senso del motto sopra, possono essere doppiamente a svantaggio del benefattore.

venerdì, aprile 06, 2007   

giovedì, aprile 05, 2007   

venerdì, marzo 16, 2007   

venerdì, febbraio 16, 2007   

venerdì, febbraio 09, 2007   

lunedì, gennaio 29, 2007   

Nella blogsfera ho trovato diverse iniziative volte ad attivare un confronto sul tema/problema ecologico.
Ce ne sono due, in particolare, che voglio rilanciare qui.

Non si tratta di economizzare l'elettricità, ma di attirare l'attenzione dei cittadini e dei media, sullo spreco di energia e l'urgenza di mettere nelle agende dei nostri politici le questioni ambientali.
Il cambiamento climatico ci riguarda tutti... !
 
La prima è francese, promossa da
Alliance pour la plànete: spegnere le luci tra le 19.55 e le 20 del 1° febbraio, quando cioè verrà pubblicato l'ultimo rapporto delle nazioni unite sui cambiamenti climatici.

La seconda è quella della trasmissione Caterpillar di Radio 2, con M'ILLUMINO DI MENO: chiudere gli interruttori di tutto ciò che non è vitale il 16 Febbraio, alle 18. Serve anche per riscoprire la bellezza della calda luce di una candela
Io aderisco

A volte basta poco per sentirsi partecipi di qualcosa di grande, e... a volte sentisi così aiuta a far cambiare le cose.

P.S. grazie a Orkidea per avermeli ricordati con un suo post

venerdì, gennaio 12, 2007   

Svelato l'ennesimo caso di truce omicidio; ancora una volta l'ha commesso gente apparentemente "normale", con gesti di una mostruosità tanto orribile quanto incomprensibile.

Ascoltavo il filosofo Galimberti, intervistato a questo proposito alla radio; gli hanno chiesto una possibile interpretazione sull'accaduto, quantomeno una chiave di lettura.
In sostanza ha risposto dicendo che quanto successo rientra nei comportamenti psicotici, che hanno la loro matrice nella perdita della capacità di distinguere tra un insulto e l'omicidio... tra l'essenziale e il futile, tra il lontano e il vicino, tra il diretto e l'indiretto.
Ha aggiunto che è una tendenza in aumento: le persone sono confuse, sotto un bombardamento continuo di informazioni e di stimoli contraddittori, e... non tutti hanno la capacità di tener testa e di gestire questa complessità.

Beh... basta accendere la televisione per accorgersi che una possibile causa di psicosi può essere trovata anche lì; ad esempio basta far caso all'accostamento che viene fatto delle notizie sui "TG" , in particolare Studioaperto e TG4, oppure... all'alternanza TG5 / Striscia: prima ti parlano dell'omicidio, poi delle riforme del governo, poi dell'ennesimo scoop su qualche trasmissione tv, poi della catastrofe umanitaria, poi dell'eroe per caso, poi dello sciopero dei mezzi pubblici, poi dell'effetto serra, e concludi la centrifuga mentale con una bella risata insensata su una battuta idiota dell'idolo delle masse di turno.
Così si spiegano tante cose!

A questo punto ci si può chiedere: cosa può fare il singolo? Già tenere gli occhi aperti e spendersi un pò per invitare gli altri al confronto e al dialogo credo non sia poco.

Li chiamano eco-incentivi e... questo lascerebbe pensare a qualcosa che incentiva il singolo a prender parte alla soluzione del problema ecologico.

Ascoltando in tv l'intervista di una ricercatrice, diceva che il migliore diesel Euro 4 inquina comunque infinitamente di più di una benzina Euro 0.

Considerato che con gli eco-incentivi si stanno rottamando delle benzina Euro 0 per far circolare delle diesel Euro 4 (facendo due conti in tasca, con quel che costa la benzina, c'è poco da scegliere), direi che invece di risolvere il problema dell'inquinamento, in Italia lo stiamo aggravando.

Forse sarebbe meglio chiamarli Fiat-incentivi!?

Oi... sia ben chiaro: W la Fiat che vende e fa lavorare gli italiani; da quando è in ripresa molta gente ha ricominciato a mangiare bene sia a pranzo che a cena, ma... perchè non mettere dentro alla legge delle azioni serie in favore dell'uso del metano?

Del tipo... sostituzione in blocco dei mezzi pubblici diesel Euro 0 con metano, e facilitare le procedure per l'apertura di nuovi distributori di gas, 'che tutte le volte che faccio un viaggio me tocca a calcolà le effemeridi astrali per sapere dove posso fare il pieno!

martedì, gennaio 02, 2007   

Per iniziare il nuovo anno... alcuni passi di canzoni che ho ascoltato da poco e che, per un motivo o per un altro, mi hanno nuovamente colpito.

Da "Da Lontano" di Raf

....
Da lontano il nodo non cede per niente
un serpente che stringe e respira
anche quando mi nomini a mente si sente

Da lontano quel nodo non cede non molla
come colla ogni giorno più dura
anche quando mi nomini a mente si sente

La lontananza sai è come il cielo distanza così grande che non serve l'aereoplano
ma questa leggerissima farfalla sulla mano
fa rivivere il pensiero delicato messaggero


La lontananza sai è come il mare fermo sulla riva con un vaso da riempire
distanza così grande che è difficile spartire
tra chi ha fede di aspettare e chi vuole sparire

Non c'è stato un momento preciso nemmeno un saluto
un regalo sbagliato uno sguardo d'intesa
mi hai lasciato in cucina un biglietto scaduto
...


Da "Il battito" di Ivano Fossati

.....
Voglio essere ricordato
Nella prossima era
Come un glaciale geroglifico

Come un bassorilievo
Come un graffito inesplicabile
Perché del tutto inutile

Dateci le parole poco chiare
Quelle che gli italiani
Non amano capire

Costruiremo una nuova cultura
Rapida ed estetica
E il pensiero sarà
Un colore
II colore sarà un suono
II nostro suono
Un battito
E il pensiero
Sarà un minuto
Il minuto un suono
Il nostro suono
Un battito
.....


 

Da "L'amore fa" di Ivano Fossati

.....

L'amore fa l'acqua buona

Fa passare la malinconia
Crescere i capelli l'amore fa
L'amore accarezza i figli
L'amore parla con i vecchi
Qualcuno vuole bene ai più lontani
Anche per telefono

L'amore fa guerra agli idioti
Agli arroganti pericolosi
Fa bellissima la stanchezza
Avvicina la fortuna (quando può)

Fa buona la cucina
L'amore è una puttana
Che onora la bellezza
Di un bacio per regalo

Cose che fanno ridere l'amore fa
Cose che fanno piangere

L'amore fa belli gli uomini
Sagge le donne l'amore fa
Cantare le allodole
Dolce la pioggia d'autunno
E vi dico che fa viaggiare, si
Illumina le strade
Fa grandi le occasioni
Di credere e di imparare

....



Da "Milioni di giorni" di Niccolò Fabi

.....
Non c'è più tempo per aspettare
non puoi usarlo ancora come scusa e rimandare
non puoi vedere solo il bene
non puoi temere solo il male

e non confondere il mondo con una regione
non confondere il denaro con la ragione
perché mio figlio dovrà sapere
perché mio figlio dovrà sperare
perché mio figlio dovrà imparare a capire
milioni di sogni
milioni di segni
per milioni di giorni ancora


.....


Da "Ed ero contentissimo" di Tiziano Ferro

.....
Ci crederai che fa più caldo
Da quando non mi hai ormai più accanto
E forse è meglio
perché sorridi un po' di po' di più

un po' di più…

Ed ero contentissimo in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo
Stringimi la mano e poi partiamo…
In fondo eri contentissima quando guardando Amsterdam non ti importava
della pioggia che cadeva…
solo una candela era bellissima
e il ricordo del ricordo che ci suggeriva
che comunque tardi o prima ti dirò
che ero contentissimo

ma non te l'ho mai detto che chiedevo
Dio ancora
Ancora
Ancora
Ancora

.....


lunedì, dicembre 18, 2006   

Ieri sera ho visto "Uccidete la democrazia".

Se è vero che quel film non presenta prove schiaccianti, credo che le questioni poste siano molto ragionevoli e serie, e... non mi stupisce che ad un certo punto il Berluska abbia chiesto di ricontare tutte le schede da capo, forse nella speranza di prendere tempo e che la cosa possa insabbiarsi da sè per esaurito entusiasmo.

Quello che mi lascia più perplesso è invece l'atteggiamento "gommoso" dell'Unione: mi sarei aspettato un segnale molto forte e chiaro, già in sede di spoglio, e... mi torna in mente quello scatch di Guzzanti (che ancora non è tornato in TV) quando, facendo la macchietta a Rutelli, dopo le elezioni perse nel 2001 dall'Ulivo in un pianto disperato gridava "Sirvio... aoh... Sirvio... ricordate... ricordate de chi ttt'ha vvoluto bbene"

giovedì, novembre 30, 2006   

venerdì, novembre 24, 2006   

La mia mattinata è iniziata all'insegna del Vaticano.

Ascoltavo il ruggito del coniglio, su Rai Radio2; tra le diverse notizie hanno parlato scherzosamente del fatto che il Vaticano intende promuovere i giornali parrocchiali, elevandoli a veri e propri mezzi di informazione locale.
Mi son detto " 'sta cosa me puzza: avranno intenzione di spillare soldi allo stato in virtù del fatto che i mezzi di informazione pubblica hanno delle agevolazioni anche pecuniarie? Oppure... con la scusa di diffondere il punto di vista dei fedeli, intendono creare una rete globale di monitoraggio delle informazioni locali?"

E' seguita poi una pubblicità di Famiglia Cristiana... se ci metti 5€ ti danno il calendario del Papa Ratzinger... "14 foto esclusive" del Papa... e doni 1€ in beneficienza.
Mi sono chiesto se l'espressione in quelle foto sia come sempre arcigna, oppure se hanno fatto degli sforzi per ritrarlo in modo benevolo.

Boh... sarò strano io, ma... arrivato al parcheggio mi sono chiesto dove stia andando questa chiesa...

mercoledì, novembre 15, 2006   

Capita di leggere appelli a carattere sanitario, recapitati per email oppure pubblicati nel web.
Appelli di tutti i generi, per malattie congenite o acquisite, fatali oppure croniche, rare o verificatesi in situazioni limite e... vengono richieste disponibilità a trasfusioni, prelievi di tessuto e trapianti.

Io sono contrario ad inoltrare direttamente questo tipo di appelli, perchè
  • sono tantissime le situazioni di "sciacallaggio emotivo" da parte di gente che, evidentemente, non ha di meglio da fare
  • se si ha bisogno di un certo tipo di aiuto, pubblicare appelli come quelli ha la stessa efficacia dello spiegare il funzionamento dello Shuttle ad un neonato.
D'altro canto alcune cose sono sicure e restano di fondo:
  • che c'è tanta gente che sta male
  • che c'è grande bisogno di sangue, di midollo e di organi
  • che se, vincendo la propria ritrosia, si può contribuire a risolvere un dramma, credo sia bene provare a fare un piccolo sforzo.
Io sono iscritto ad AVIS e ADMO.
Se avete modo... iscrivetevi anche voi, è molto più facile e bello di quanto non si possa immaginare.

martedì, novembre 14, 2006   

Venerdì sera abbiamo visto "The departed", statunitense, produzione multimiliardaria, cast di stelle e stelline.
Sabato abbiamo visto "Romanzo criminale", italiano, tratto da un bel libro nazionale, con un bel ventaglio di attori locali.

Mi passate delle azzardate analisi cinematografiche e becere generalizzazioni nazionalistiche?

Posso dire che, se fosse stato un film americano, il secondo sarebbe stato candidato all'oscar ed avrebbe avuto gli elogi della critica internazionale?
Posso dire che, se fosse stato un film italiano, il primo non avrebbe sarebbe stato proiettato neanche in 1/10 delle sale in cui è stato presentato?
Posso dire che i polpettoni americani non se reggono più, specie se, per dare la parvenza di un minimo di spessore alla trama, se incartano su sè stessi?
Posso dire che vien voglia di non andare più a vedere un film americano, e di andare al cinema solo a veder film italiani?
Posso?

P.S. Beh... che io possa o non possa dirlo non cambia molto, visto che l'ho già detto, e comunque qui comando io, e se mi va di sparare giudizi sommari, lo faccio!
;-D

martedì, novembre 07, 2006   

Mary mi ha appena mandato per email questo racconto.
Mi ha colpito particolarmente e per questo lo posto qui, sperando non succeda mai di accorgermi di aver passato la mia vita a riempire vasi di sabbia.



Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo, chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d'accordo e dicono di si.

Così il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf.

Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si.

Poi il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno.

Questa volta gli studenti rispondono con un si unanime.

Il professore, velocemente, aggiunge due tazze di caffè al contenuto del barattolo ed effettivamente, riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia. Gli studenti si mettono a ridere in questa occasione.


Quando la risata finisce il professore dice : "Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita. Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l'amore; le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restasse solo quello, le nostre vite sarebbero ancora piene. Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc. La sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro ne per le palle da golf.

La stessa cosa succede con la vita. Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti. Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito. Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per riparare la chiavetta dell'acqua. Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano. Stabilisce le tue priorità, il resto è solo sabbia."


Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenta il caffè. Il professore sorride e dice: "Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E' solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la tua vita, c'è sempre posto per un paio di tazze di caffè con un amico."

lunedì, settembre 25, 2006   

giovedì, settembre 14, 2006   

Ricordo... l'arrivo in una Praga rovente, coperta da un cielo fuligginoso; il trolley che sballottava su un acciottolato sconnesso, mentre cercavamo di evitare buche enormi; visi torvi di gente straniera che partiva in bus per destinazioni lontane, una zingara che cercava di circuire con un anello d'oro enorme un turista accanto a noi, ed il forte sospetto di aver sbagliato quartiere per la nostra sistemazione; l'albergo, l'accoglienza un pò minimalista, e la richiesta insistente di Marinella di cambiare alloggio.
Ricordo... il primo scorcio sulla Moldava nel tardo pomeriggio, il castello in alto, l'arrivo davanti ad un
Ponte Carlo violato da turisti e venditori; il vortice di richiami, suoni e voci tra le quali si stagliava in modo allucinante uno stereo a tutto volume nel quale Er piotta cantava "Faccela vède/nun te fermà"; l'immersione nella folla dei viottoli della città, gli sguardi gettati dentro vetrine tutte luccicanti e uguali tra loro; i calcoli sulla valuta, i problemi con la carta di credito, la ricerca di coordinate gastronomiche, il primo gulash praghese.
Ricordo... la sorpresa nello sbucare da una via laterale proprio davanti alla torre del comune e all'orologio astronomico; l'attesa dello scoccare dell'ora, l'animazione del suo meccanismo iconografico e la spiegazione della simbologia esoterica fatta da una guida in spagnolo vicino a noi; la piazza e le inquietanti guglie blu della Chiesa di Tyn, e una fila di 1/2 ora davanti ad una bancarella per un dolcetto tipico.
Ricordo... la salita in tram al castello, l'enorme folla accaldata davanti all'ingresso e alla biglietteria, la passeggiata all'interno delle mura, le dritte dateci da un pesarese incontrato fortuitamente, il vicolo d'oro e la continua tentazione di comprare tutto; le maxifoto naturalistiche esposte per una manifestazione ambientalistica vicino al lungofiume, e l'acquisto di una bottiglietta di assenzio 70°; le ragazze praghesi dall'aspetto di barbie, alcune consapevoli della loro avvenenza e livide per la loro condizione, altre col cellulare in mano già proiettate verso chissà quali dimensioni lontane e spregiudicate.
Ricordo... la visita alle sinagoghe, le dure testimonianze dell'abominevole sterminio nazista, un messaggio che ho lasciato in inglese sul libro dei visitatori (suonava più o meno come un "Non siate voi a ripetere l'orrore del quale siete stati vittime"), l'acquisto di un piccolo golem in terracotta da portare a casa; un lungo giro al centro, una sosta nei giardinetti della piazza mentre pioveva, la conoscenza fatta con Pierpaolo e Laura, la cena insieme a loro a "U-Fleku" ascoltando un pò perplessi musica italiana e spagnola suonata chiassosamente; la visita con loro alla mostra di A.Durer, il pranzo prima della loro partenza e l'invito a incontrarsi di nuovo; la stanchezza nelle gambe e sulla testa che ci coglieva sempre più forte ogni volta che la sera tornava a scendere lenta.
Ricordo... la nostra partenza, saldando i conti con l'albergo; il guardarci intorno un po' spaesati così com'eravamo arrivati mentre andavamo all'aereoporto, l'attesa infinita del check-in, lo spavento tagliente per la perdita del cellulare a 5 minuti dall'imbarco e il suo roccambolesco ritrovamento, la partenza, il volo, l'atterraggio a Fiumicino tra i rituali applausi al comandate dei tanti italiani a bordo.

lunedì, settembre 04, 2006   

Interrompo la cronaca della vacanza per rispondere ad una catena di S.Antonio che mi ha colpito: un elenco di 5 mie stranezze che, premetto, non è assolutamente esaustivo.
Chi mi conosce, per cortesia, non disturbi la lettura degli altri ospiti con sghignazzi e commenti ad alta voce...

- quando parto da casa per un viaggio, lungo o corto che sia, saluto i miei luoghi; è una cosa quasi patetica... come se dovessi farmi perdonare una scappatella...

- a tavola se qualcosa avanza mi dispiace, e spesso mi ritrovo a continuare a mangiare anche controvoglia per non buttare cose che in altre occasioni avrei mangiato volentieri, tipo... pezzi di pizza o dolci. Spesso seguono dai commensali strizzate d'occhio ed esclamazioni ironiche del tipo "Fortuna che nun c'avevi fame..."

- quando vedo scene di amicizia o di affetto nei cartoni mi sale un groppo alla gola. Non ammetterei mai che possa scendere qualche lacrimuccia, e per questo quando capita mi trovo costretto a voltarmi in direzioni improbabili per evitare l'imbarazzo, e... se qualcuno me ne chiede la ragione di solito rispondo in modo brusco e scontroso...

- se mi trovo in una situazione nella quale vedo che posso essere di aiuto cerco di intervenire, a volte anche in modo inopportuno; voglio dire... un conto è aiutare la vecchietta a portare la spesa, un conto è avvicinarsi ad una coppietta che si sta facendo una foto panoramica per chiedere se vogliono che glie ne faccia una con la loro macchinetta... rischiando di passare per un originale scippatore...

- dopo aver scritto qualcosa... una email... un post... un articolo... lo leggo e rileggo fino al punto da non riuscire più a distinguere le castronerie dalle cose ben scritte. Nei casi più impegnativi chiamo in causa amici per ricevere ausilio, e... in queste occasioni spesso vengono fuori spesso degli orrori ai quali solo con difficoltà riesco a mettere riparo, tanto mi sono incartato in quelle formulazioni.


Ed ora... dopo essere stato per anni bersaglio dei peggiori improperi, minacce di malanni e di deperimento etc etc... e di aver resistito, con forza, determinazione, tenacia quasi eroica... con grande piacere dò libero sfogo al mio livore, e... provvedo a diffondere il virus!
:-D

Chiamo in causa:

Stregatadallaluna, Sliding, Laison, Mirus, HearthOfLilith

mercoledì, agosto 23, 2006   

Ricordo... il nostro disorientamento iniziale, gli edifici desueti, una mappa che a tratti svelava e a tratti nascondeva; l'albergo in subbuglio, lo staff poco accogliente, la stanza in disordine e la sua pronta sostituzione, con il sospetto che ci fosse qualcosa che non andasse del tutto in quell'hotel; il bel tempo di quel pomeriggio, la stanchezza, la sera che scendeva lenta, il giro a piedi per una Vienna celata come un regalo in un pacchetto ancora da scartare.

Ricordo... le stanze imperiali nelle quali s'è dispiegata la storia insolitamente moderna di una principessa di ieri; gli incroci con i gruppi italiani, le orecchie tese per rubare preziosi indizi alle parole delle guide per integrare le misere audio-guide; il parco e i fiori, gli scatti di foto che abbiamo fatto con le anatre nella fontana e le piante esotiche in quella serra vastissima oltre le alpi; la scoperta inattesa di Schiele, coi suoi dipinti di caseggiati dai colori pastosi e i corpi vestiti solo d'una espressione; lo stordimento davanti all'arte onirica di Klimt, alla simbologia insita ne "
La medicina", alla passione carnale incastonata nell'oro de "Il bacio", al groviglio incompiuto de "La sposa", alla sensualità di una "Danae" che ha trovato un suo modo di fermare il tempo, alla fatalità nello sguardo della "Giuditta I" con la testa mozzata della sua ennesima vittima.

Ricordo... il nostro tempo nervoso davanti alle colonnine Citybyke, le mie triangolazioni logistiche, le brevi pedalate, le riconsegne puntuali ad ogni scader d'ora; l'aria fin troppo fresca della sera, i key-way messi sulle maglie di cotone, il Museum Quartier coi suoi strani sedili in cerchio nell'atrio antistante, i ragazzi intenti pigramente a bere birra e a rimorchiarsi sotto lampioni; il mal di schiena dopo ore ed ore all'impiedi, le nostre sedute davanti ad un gulash fumante con patate e crauti o alle Wiener schnitzel, con aria stanca ma golosa; la sorpresa davanti all'allegra follia della Hundertwasserhaus, che abbiamo raggiunto in bici seguendo percorsi improbabili.

Ricordo... un treno preso di nuovo di corsa, trascinando trolley in quel momento troppo pesanti tra scompartimenti già pieni; la sensazione alla partenza di aver lasciato indietro molto, che il tempo fosse volato, che forse neanche un ritorno sarebbe bastato a colmare quel che mancava di colmare.

martedì, agosto 22, 2006   

mercoledì, agosto 02, 2006   

martedì, agosto 01, 2006   

Ascoltando una trasmissione radiofonica del primo mattino mi ha colpito particolarmente un'idea espressa da uno degli intervistati; parlava di una impostazione filosofica, secondo la quale l'umanità può essere divisa in 3 gruppi:
  • all'85% dalla massa inconsapevole; quasi completamente all'oscuro  della complessità e dei legami profondi che ci sono tra le cose e le situazioni, si limita a consumare e si lascia condizionare e condurre da una minoranza di decisori
  • al 5% dagli illuminati; interessati al sapere e all'essere piuttosto che all'avere, sono quelli che cercano di riscattare con il loro contributo il precedente 85% guidandolo verso il progresso
  • al 10% dai succhiasangue; non hanno una visione complessiva del mondo, sono interessati alla conoscenza nella misura in cui consente di ottenere profitto personale dalla massa inconsapevole. Nel fare questo non esitano a intralciare l'opera degli eletti.
Non male come modello... spiegherebbe tante cose...

venerdì, luglio 28, 2006   

TafazziVorrei dire qualcosa di equilibrato sull'indulto che sta passando in parlamento, ma... non ho parole... sono sbigottito e indignato; credo che questo esecutivo abbia come modello Tafazzi!

Spesso mi trovo a confrontarmi con colleghi e amici su situazioni, fatti, decisioni prese sul piano politico dallo scheramento che ho votato, in qualità di osservatore abbastanza attento dello scenario italiano.
Beh.. questo provvedimento, per come è formulato, non lo comprendo, non lo condivido... ed è per me... fonte di grande imbarazzo.

E... non ce l'ho coi ladri di polli, no...
Ce l'ho con quelli che han fatto i soldi truffando, inquinando, estorcendo, facendo violenza; con gli stessi che hanno reso l'Italia un paese che va a 3 cilindri (o 2?!); che sono genitori e figli di un'Italia viscida e traffichina... quella stessa che s'indigna, proclama e poi... quando c'è il rischio di passare dalle parole ai fatti è lesta a dimenticare tutto ed è capacissima di non provvedere per nulla e nessuno.

In questo (quasi) stimo di più la destra: loro ce l'hanno nel dna, non hanno bisogno di ammantarsi di ideologie e principi di moralità; loro te lo dicono chiaro e tondo "L'omo è 'na bestia, percui... poche chiacchiere...  io sò più sverdo de te... prima che me freghi tu te frego io.. che tanto la storia dell'umanità sempre s'è mossa così e sempre così se mòverà"

Davanti a queste cose credo ci sia solo una cosa che salvi la sinistra: l'indignazione di chi ritiene che la destra abbia torto... e che per questo s'incazza pure con quelli che ha votato. Questa cosa la destra oggettivamente non ce l'ha.

martedì, luglio 25, 2006   

lunedì, luglio 10, 2006   

mercoledì, luglio 05, 2006   

giovedì, giugno 29, 2006   

lunedì, giugno 26, 2006   

Ho letto sulla vetrina di un tatuatore un cartello d'effetto; in tinte blu cupo e nero, raffigurava un volto snervato, gli occhi bianchi.. avrebbe potuto essere un annegato immerso nel profondo del mare.
Nel cartellone c'era una scritta in inglese, qualcosa tipo "The painfull experience grow up yourself".

Non so... sebbene io sia profondamente convinto che il dolore faccia crescere, e che il decidere di affrontarlo possa costituire una prova iniziatica, non mi convince l'idea d'un invito ammiccante come quello, fatto nell'ambito di un franchising di tatoo... non so fino a che punto sia questo il tipo di dolore davvero fa crescere... che sia davvero quella la modalità e l'esperienza e... nel leggerlo ho provato il fastidio che si prova davanti ad una ipocrisia dichiarata sapendo che i più ingenui ci cadranno lo stesso.

lunedì, giugno 12, 2006   

sabato, giugno 10, 2006   

lunedì, giugno 05, 2006   

mercoledì, maggio 31, 2006   

Pranzando ho ascoltato l'intervista a Cinzia Leone in uno dei tanti programmi televisivi del primo pomeriggio di Rai2.

Della malattia che l'ha colpita e che le ha reso la vita difficile per un periodo di tempo ha parlato con onestà, con il coraggio di chi l'ha vissuta sulla propria pelle e non si vergogna di mostrare le proprie fragilità, ed è pure riuscita a prendersi il posto che le spetta in una trasmissione televisiva, ovvero... quella di un comico coraggioso, bravo ed intelligente.

Mi è piaciuta in questa intervista, ma soprattutto la donna intera che ha dimostrato d'essere, specie nel passo in cui diceva di essersi chiesta a lungo "Perchè a me... perchè proprio a me...?" ; se lo chiedeva, e tutte le volte invece di una risposta dentro di sè trovava puntuale un'altra domanda "Se non a te, a chi altri...?", e... non aveva nessuno cui augurare quella stessa sofferenza perchè... tutti hanno problemi, tutti hanno momenti di dolore, tutti... prima o poi vengono chiamati alla prova.

Nel concludere ha detto semplicemente "Quando mi sono resa conto di questo, ho capito che quello era il mio momento, che toccava a me, e che dovevo accettarlo per quel che rappresentava, con l'umiltà che è necessaria in questi casi".

Adoro le donne come queste...

Cì... grazie di esistere!

martedì, maggio 30, 2006   

ScalataLa scorsa settimana ho assistito a Roma ad una lezione di un corso outdoor, tenuta da un famoso scalatore; il tema era l'avventura e la sperimentazione estrema come metafora del management, delle attitudini necessarie, delle abilità da coltivare, dei rischi da considerare.

Un passo mi ha compito particolarmente, ed è stato l'accenno alla difficoltà, alla paura che a volte assale chi si cimenta in un'arrampicata.

Il saggio scalatore diceva che, quando per qualche motivo non si riesce ad avanzare, molti si arroccano ottusamente in una certa posizione, fino a quando la montagna non la vince sulle loro residue forze e piega definitivamente la loro ostinazione.
Il comportamento corretto sarebbe invece quello di provare a fare del proprio meglio ma... senza forzare, senza andare oltre i propri limiti, da una posizione il più possibile comoda e, nel caso in cui sia evidente che non ci sia modo di avanzare oltre, scendere con calma, guadagnare un'altra posizione, distaccarsi da quella battaglia perduta per riuscire a capire quel che è possibile fare in un altro momento, oppure con altre modalità.

Alla faccia di chi, come me, ha un innato (e mai risolto) magismo infantile da gestire...

lunedì, maggio 15, 2006   

A me le lacrime di Moggi non commuovono.

Quelle di un pensionato che, dopo una vita a piegarsi la schiena in fabbrica in un capannone caldo d'estate e freddo d'inverno, si accorge di non riuscire ad arrivare a fine mese, sì.
Quelle di un disoccupato che, dopo aversi giocato gli anni migliori sui libri, si accorge che per il suo titolo di studio non ci sono che porte sbattute in faccia, sì.
Quelle di un imprenditore che, dopo aver messo insieme un'attività con tanta fatica, si accorge che l'unico modo per risolvere il problema del racket è quello di piegarsi e pagare, sì.

Ma quelle di Moggi, che all'improvviso si accorge di non essere un impunito come credeva d'essere, e che dichiara di avere l'anima distrutta, beh... quelle di Moggi no... proprio no, e... non è cattiveria, il male non lo si augura a nessuno, ma... credo che quelle lacrime gli possano servire a capire un po' di cose della vita... di quella reale, dalla quale è riuscito così bene ad affrancarsi.

mercoledì, maggio 10, 2006 &