lunedì, settembre 25, 2006   

Cosa conta in una storia?
Conta quello che ti permette di fare, quello che ti permette di essere, quello che ti permette di dire e di pensare; quello che ancora non vedi, che è spazio ancora inespresso ma sai che c'è o potrebbe esserci appena oltre il confine di quel che è.
Non è il bel musetto o il bel sorriso; non sono i bei fianchi o il bel seno; non è questo, non basta questo, ci vuole altro, ci vuole di più.
Ci vuole la voglia di vita, la fame di vita, che ti porta a desiderare di fare altro, e poi altro, e poi altro ancora, cambiando, cercando, trovando altro.

voloalto | 16:43 | commenti (11) | link
>- sensazioni e lampi -<


Mentre scendevo le scale, per andare la lavoro, venivo pensando a quanta gente sostiene di annoiarsi.

In un mondo così vario come quello in cui viviamo, nel quale sono così tante le opportunità di svago, di appagamento, di sperimentazione, mi venivo dicendo che un concetto come la noia dovrebbe essere stato quasi abolito; e invece... pare raffrozarsi: all'aumentare dello stimolo l'essere umano, smaliziato o disincantato, sembra affossarsi nell'apatia.

Poi... un lampo... e l'idea: la chiave è nella curiosità. Se sei curioso cerchi e trovi sempre altro, anche nel poco, anche nel ripetitivo...
Anche per questo, forse, stento a ricordare l'ultimo momento in cui mi sono annoiato... che la curiosità non m'è mai mancata mai (e spero mai mi mancherà).

voloalto | 12:27 | commenti (4) | link
>- sensazioni e lampi, il mio sguardo -<


giovedì, settembre 21, 2006   

Stamattina mi sono svegliato ripensando ad un bel film visto di recente: "E' già ieri" di Antonio Albanese.
Un'idea mi è apparsa chiara, e l'ho subito girata per sms a Mary, quasi fosse la naturale prosecuzione del confronto telefonico di ieri notte: che capire non risolve del tutto, ma aiuta a risolvere; certo... non basta e... sicuramente la fatica che comporta può far venire il dubbio che il gioco non valga la candela, ma... aiuta a vedere fuori dal cono di luce del lampione (come dicevo nel post precedente).

voloalto | 11:03 | commenti (8) | link
>- sensazioni e lampi -<


venerdì, settembre 15, 2006   

Un racconto, liberamente tratto dal saggio "istruzioni per rendersi infelici" di Paul Watzlawick (mica cotica ).

A ciascuno la sua interpretazione...

Notte fonda, un uomo viene visto da una guardia rovistare sotto ad un lampione; la guardia si avvicina e gli chiede "Salve... ha bisogno di aiuto?" e lui "Ho perso le mie chiavi... mi sono cadute... le sto cercando da mezz'ora... ma non le trovo".
La guardia lo aiuta per un poco, sotto al cono di luce sotto al lampione, e poi gli chiede "Ma... forse le ha perse qui intorno e non sotto a questo lampione; ha già visto anche intorno?", e lui "No, ho visto solo qui sotto, perchè qui sotto ci vedo"

giovedì, settembre 14, 2006   

Ricordo... l'arrivo in una Praga rovente, coperta da un cielo fuligginoso; il trolley che sballottava su un acciottolato sconnesso, mentre cercavamo di evitare buche enormi; visi torvi di gente straniera che partiva in bus per destinazioni lontane, una zingara che cercava di circuire con un anello d'oro enorme un turista accanto a noi, ed il forte sospetto di aver sbagliato quartiere per la nostra sistemazione; l'albergo, l'accoglienza un pò minimalista, e la richiesta insistente di Marinella di cambiare alloggio.
Ricordo... il primo scorcio sulla Moldava nel tardo pomeriggio, il castello in alto, l'arrivo davanti ad un
Ponte Carlo violato da turisti e venditori; il vortice di richiami, suoni e voci tra le quali si stagliava in modo allucinante uno stereo a tutto volume nel quale Er piotta cantava "Faccela vède/nun te fermà"; l'immersione nella folla dei viottoli della città, gli sguardi gettati dentro vetrine tutte luccicanti e uguali tra loro; i calcoli sulla valuta, i problemi con la carta di credito, la ricerca di coordinate gastronomiche, il primo gulash praghese.
Ricordo... la sorpresa nello sbucare da una via laterale proprio davanti alla torre del comune e all'orologio astronomico; l'attesa dello scoccare dell'ora, l'animazione del suo meccanismo iconografico e la spiegazione della simbologia esoterica fatta da una guida in spagnolo vicino a noi; la piazza e le inquietanti guglie blu della Chiesa di Tyn, e una fila di 1/2 ora davanti ad una bancarella per un dolcetto tipico.
Ricordo... la salita in tram al castello, l'enorme folla accaldata davanti all'ingresso e alla biglietteria, la passeggiata all'interno delle mura, le dritte dateci da un pesarese incontrato fortuitamente, il vicolo d'oro e la continua tentazione di comprare tutto; le maxifoto naturalistiche esposte per una manifestazione ambientalistica vicino al lungofiume, e l'acquisto di una bottiglietta di assenzio 70°; le ragazze praghesi dall'aspetto di barbie, alcune consapevoli della loro avvenenza e livide per la loro condizione, altre col cellulare in mano già proiettate verso chissà quali dimensioni lontane e spregiudicate.
Ricordo... la visita alle sinagoghe, le dure testimonianze dell'abominevole sterminio nazista, un messaggio che ho lasciato in inglese sul libro dei visitatori (suonava più o meno come un "Non siate voi a ripetere l'orrore del quale siete stati vittime"), l'acquisto di un piccolo golem in terracotta da portare a casa; un lungo giro al centro, una sosta nei giardinetti della piazza mentre pioveva, la conoscenza fatta con Pierpaolo e Laura, la cena insieme a loro a "U-Fleku" ascoltando un pò perplessi musica italiana e spagnola suonata chiassosamente; la visita con loro alla mostra di A.Durer, il pranzo prima della loro partenza e l'invito a incontrarsi di nuovo; la stanchezza nelle gambe e sulla testa che ci coglieva sempre più forte ogni volta che la sera tornava a scendere lenta.
Ricordo... la nostra partenza, saldando i conti con l'albergo; il guardarci intorno un po' spaesati così com'eravamo arrivati mentre andavamo all'aereoporto, l'attesa infinita del check-in, lo spavento tagliente per la perdita del cellulare a 5 minuti dall'imbarco e il suo roccambolesco ritrovamento, la partenza, il volo, l'atterraggio a Fiumicino tra i rituali applausi al comandate dei tanti italiani a bordo.

lunedì, settembre 04, 2006   

Interrompo la cronaca della vacanza per rispondere ad una catena di S.Antonio che mi ha colpito: un elenco di 5 mie stranezze che, premetto, non è assolutamente esaustivo.
Chi mi conosce, per cortesia, non disturbi la lettura degli altri ospiti con sghignazzi e commenti ad alta voce...

- quando parto da casa per un viaggio, lungo o corto che sia, saluto i miei luoghi; è una cosa quasi patetica... come se dovessi farmi perdonare una scappatella...

- a tavola se qualcosa avanza mi dispiace, e spesso mi ritrovo a continuare a mangiare anche controvoglia per non buttare cose che in altre occasioni avrei mangiato volentieri, tipo... pezzi di pizza o dolci. Spesso seguono dai commensali strizzate d'occhio ed esclamazioni ironiche del tipo "Fortuna che nun c'avevi fame..."

- quando vedo scene di amicizia o di affetto nei cartoni mi sale un groppo alla gola. Non ammetterei mai che possa scendere qualche lacrimuccia, e per questo quando capita mi trovo costretto a voltarmi in direzioni improbabili per evitare l'imbarazzo, e... se qualcuno me ne chiede la ragione di solito rispondo in modo brusco e scontroso...

- se mi trovo in una situazione nella quale vedo che posso essere di aiuto cerco di intervenire, a volte anche in modo inopportuno; voglio dire... un conto è aiutare la vecchietta a portare la spesa, un conto è avvicinarsi ad una coppietta che si sta facendo una foto panoramica per chiedere se vogliono che glie ne faccia una con la loro macchinetta... rischiando di passare per un originale scippatore...

- dopo aver scritto qualcosa... una email... un post... un articolo... lo leggo e rileggo fino al punto da non riuscire più a distinguere le castronerie dalle cose ben scritte. Nei casi più impegnativi chiamo in causa amici per ricevere ausilio, e... in queste occasioni spesso vengono fuori spesso degli orrori ai quali solo con difficoltà riesco a mettere riparo, tanto mi sono incartato in quelle formulazioni.


Ed ora... dopo essere stato per anni bersaglio dei peggiori improperi, minacce di malanni e di deperimento etc etc... e di aver resistito, con forza, determinazione, tenacia quasi eroica... con grande piacere dò libero sfogo al mio livore, e... provvedo a diffondere il virus!
:-D

Chiamo in causa:

Stregatadallaluna, Sliding, Laison, Mirus, HearthOfLilith
Un volo... alto...
Volare alto, leggero, questo è ciò che ora vorrei.

Volare leggero... comunque leggero...

parlando di me
Mi piace ascoltare, tirar fuori quel che ho dentro, scoprire, esplorare, mettermi in gioco, soddisfare la mia curiosità e, in ogni caso, essere creativo.

A volte mi chiedono perchè "Volo-alto". L'ultima volta ho risposto così:
Hai mai sognato di volare? Nel sogno, la consapevolezza di poterti staccare da terra con uno sforzo muscolare; ed allora provi, e l'aria che ti è sotto ti regge, ti solleva, e prendi quota. A quel punto, vedi tutto dall'alto, e puoi decidere se prendere velocità, oppure restare in stallo, come un falco incollato nell'azzurro, ad ammirare i dettagli in basso; decidere se salire ancora, oppure se giocare con la velocità ed il vento e scendere in picchiata, ed avvicinarti a quel che vedi giù, sul verde del suolo o tra gli alberi dei boschi. Nelle orecchie, solo il soffio dell'aria intorno, che senti fresca e vasta, fin oltre l'orizzonte visuale; a momenti turbolenta ed irregolare, da far temere di perdere la traiettoria scelta; a momenti sottile e leggera, per provare nuove manovre, semplice, come se fosse una semplice corsa sulle proprie salde gambe; ma corsa non è: è volo, è vuoto di centinaia di metri proprio sotto di te, è vista d'altura, è velocità e leggerezza del vento.



slogan deliranti
Con la mia logistica non finanzio le guerre: io vado a metano!

Il mio rapporto coi mezzi di comunicazione/intrattenimento? 90% radio, 4% televisione, 4% stampa, 2% cinema

coordinate
38 anni, M, Marche
Me ne sto a 2 passi dal mare



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