domenica, novembre 28, 2004   

Avremmo dovuto mangiare tutti insieme a casa mia, ma... c'era un clima strano, come se fosse stato un qualcosa di forzato, un qualcosa "da fare" più che da godere.

Non ho insistito, non ho provato ad incollare; ho lasciato scivolare la cosa, come fosse acqua tra le mie dita.

Ora... ho una serata a sorpresa davanti, completamente vuota ed imprevista, e... un po' mi inquieta, un po' mi attrae... come un ballo nuovo i cui passi non conosco ancora.

Mi sto chiedendo di cosa la colorerò...

Forse... del giallo degli occhioni di Sofia, che mi farebbe le fusa acciambellata sulle mie ginocchia, mentre l'accarezzo dietro alle orecchie ed ascolto una compilation di Buddha Bar Amnesty International...?!

... dell'avana dell'intreccio di canapa per il mio nuovo lampadario marino, che sto facendo con conchiglie e lembi di rete...?

... dell'arcobaleno della mappa di un mio nuovo racconto, da scrivere in tandem con la mia amica Pat...?

... del bianco e nero del "cavaliere inesistente" di Calvino, che sto riscoprendo così vicino a me...?

Hmm...

voloalto | 20:40 | commenti (13) | link
>- il mio sguardo -<


Sovrumana dolcezza - Umberto Saba

Sovrumana dolcezza
io so che ti farà i begli occhi chiudere
come la morte.

Se tutti i succhi della primavera fossero entrati nel mio vecchio tronco
per farlo rifiorire anche una volta
non tutto il bene sentirei che sento solo a guardarti
ad aver te vicina
a seguire ogni tuo gesto
ogni modo tuo di essere
ogni tuo piccolo atto.

E se vicina non t'ho
se a te in alta solitudine penso
più infuocato serpeggia nelle mie vene
il pensiero della carne
il presagio

dell'amara dolcezza,
che so ti farà i begli occhi chiudere
come la morte.

voloalto | 20:27 | commenti (2) | link
>- testi musica canzoni poesia -<


domenica, novembre 21, 2004   

Mentre mi guardava un po' incredulo, è stato bello pensare "Son andato avanti benissimo anche senza di te per 10 anni, posso farlo altrettanto bene per almeno altri 10".
Nel pensarlo già rinfoderavo la spada rossa di sangue.

voloalto | 14:37 | commenti (16) | link
>- il mio sguardo -<


venerdì, novembre 19, 2004   

L'ho appena ascoltata, su Radio Capital, dopo un'intervista ad Ivano (ma si... mi vien da prendermi confidenze, 'che tanto ormai lo conosco bene).

E' così delicata, così... densa...
E'... poesia, con l'accompagnamento di musica.
E'... stupenda...


Artista: Ivano Fossati
Album: Lampo Viaggiatore
Titolo: C'è Tempo


Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.

C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

mercoledì, novembre 17, 2004   

Che dolce, questa canzone.
Me l'immagino cantata ad una ragazza che ascolta con occhi incantati, quasi s'aspettasse che un mistero in lei le venisse svelato da qualcuno che le vuol bene...

Sara - Fleetwood Mac

Wait a minute baby
Stay with me awhile
Said you'd give me light
But you never told me about the fire

Drownin', in the sea of love
Where everyone would love to drown
But now it's gone, it doesn't matter what for
So when you build your house, then call me home

Oooooooo..
And it was just like a great dark wind
Within the wings of a storm
And I think I had met my match
He was singin' to me
And undoing and undoing
The laces, the laces

He said "Sara, you're the poet in my heart
Never change, never stop..."
But now it's gone, it doesn't matter what for
And when you build your house, well then, call me home

Hold on baby the night is comin'
And the starling flew for days and days
And I would stay home at night all the time
When I could go anywhere - anywhere - anywhere

Ask me and I'm there, yeah
Oooh, you ask me and I'm there, 'cause I care
In the sea of love where everyone would love to drown
But now it's gone, it doesn't matter what for
When you build you house I will come by

Ooooooooo, Sara
Ooooooooo
Ooooooooo
All I ever wanted was to know that you were dreaming
Sara
Oh...
Oooooooo, Sara, baby
Well, there was a heartbeat and it never really died

giovedì, novembre 11, 2004   

Braccia conserte scruto l'orizzonte dal mio porticato, verso il mare.

In questo momento ha un colore perlaceo, sotto un cielo striato e velocemente mutevole, indeciso tra il grigio d'una giornata piovosa e l'azzurro delle schiarite inattese. Il vento fuori è freddo e tagliente, e spira tra gli ulivi piegandone il legno tenero.

Con sguardo fermo sto pensando che la correttezza nei rapporti richiederebbe espressioni che rendessero il senso della mutevolezza e della temporaneità dei sentimenti.

A che servono, ad esempio, i "Ti amo", o peggio ancora i "Ti amerò"?! Forse sarebbe meglio declinare in un più sincero "Ti sto amando"...?!

Hmm... son sempre parole, e... volano, ma... quanto coraggio attesta il fatto che vengano dette accettandone la temporaneità? Quanta consapevolezza in questo? Quanta forza?

Mi sembra di vederle volare, queste parole, nel vento là fuori dal vetro...


sabato, novembre 06, 2004   

Dopo una lunga serie di squilli, ho sollevato la cornetta del telefono; la voce, dall'altra parte, ha detto solo "Ciao... sono Fra..." ed è rimasta per un attimo in silenzio, prima di aggiungere "Mi riconosci?".

Le sue parole sembravano arrivarmi non da una distanza spaziale, ma... temporale... da un tempo trascorso eppure sospeso.
Un effetto stranissimo, dovuto credo anche alla sorpresa.

3 anni erano passati... 3 anni c'erano voluti per tornare a sentirla.

3 anni per sapere che tante volte in quel tempo era tornata ad aprire quel suo cofanetto nel quale gelosamente conservava le stampe di quel che avevo scritto per lei.

3 anni, durante i quali di tanto in tanto aveva lasciato messaggi nella segreteria telefonica del mio vecchio cellulare, rubato poco dopo il nostro saluto definitivo.

3 anni per decidersi a chiamare l'unico numero fisso che le restava, e riuscire ad avere il mio nuovo recapito.

3 anni, nei quali, quando passavo per BO col treno, la mia mente spesso ha volato verso quel grosso ospedale dove lavorava, dove l'ultima volta ci saremmo dovuti incontrare, e dove invece non si era fatta trovare.

Le ho detto "Sì, mi ricordo di te... certo che a volte la vita è proprio strana..."

mercoledì, novembre 03, 2004   
Un volo... alto...
Volare alto, leggero, questo è ciò che ora vorrei.

Volare leggero... comunque leggero...

parlando di me
Mi piace ascoltare, tirar fuori quel che ho dentro, scoprire, esplorare, mettermi in gioco, soddisfare la mia curiosità e, in ogni caso, essere creativo.

A volte mi chiedono perchè "Volo-alto". L'ultima volta ho risposto così:
Hai mai sognato di volare? Nel sogno, la consapevolezza di poterti staccare da terra con uno sforzo muscolare; ed allora provi, e l'aria che ti è sotto ti regge, ti solleva, e prendi quota. A quel punto, vedi tutto dall'alto, e puoi decidere se prendere velocità, oppure restare in stallo, come un falco incollato nell'azzurro, ad ammirare i dettagli in basso; decidere se salire ancora, oppure se giocare con la velocità ed il vento e scendere in picchiata, ed avvicinarti a quel che vedi giù, sul verde del suolo o tra gli alberi dei boschi. Nelle orecchie, solo il soffio dell'aria intorno, che senti fresca e vasta, fin oltre l'orizzonte visuale; a momenti turbolenta ed irregolare, da far temere di perdere la traiettoria scelta; a momenti sottile e leggera, per provare nuove manovre, semplice, come se fosse una semplice corsa sulle proprie salde gambe; ma corsa non è: è volo, è vuoto di centinaia di metri proprio sotto di te, è vista d'altura, è velocità e leggerezza del vento.



slogan deliranti
Con la mia logistica non finanzio le guerre: io vado a metano!

Il mio rapporto coi mezzi di comunicazione/intrattenimento? 90% radio, 4% televisione, 4% stampa, 2% cinema

coordinate
38 anni, M, Marche
Me ne sto a 2 passi dal mare



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