giovedì, settembre 30, 2004   

Sto per partire, di nuovo, per una trasferta di lavoro, e poi per un weekend "fuori porta".

Avrei voluto far predere le mie tracce... a tutti ho detto "Non cercatemi... non mi trovereste", ma l'ho fatto sorridendo un po' sornione, percui... sicuramente qualcuno proverà a farlo.

In me c'è un misto di gioia e d'inquietudine... sentimenti che si muovono potenti e prepotenti...
Mi chiedo un po' inquieto cos'è questo rimestio...

voloalto | 09:57 | commenti (6) | link
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martedì, settembre 28, 2004   

Quella mia nuova conoscenza mi guardava da alcuni minuti parlare con un amico...
Mi guardava parlare di cose abbastanza banali, e... non parlava...

Quando ho nuovamente rivolto a lui lo sguardo, mi ha sorriso, e m'ha detto: "Secondo me tu sei un personaggio tipo quelli della pubblicità di 'Bacardi breeze' ".

Ho sorriso a mia volta, abbassando gli occhi...

voloalto | 13:17 | commenti (7) | link
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domenica, settembre 26, 2004   

Ieri sera, dopo aver cenato con un sano gelatone, stavo pensando a quel modo di dire, molto usuale, quando si parla di sentimenti e di legami, che suona più o meno così: "gli opposti si attraggono".

Ci rimuginavo sopra, pensando che questo è vero nella misura in cui ciò che si desidera è un rapporto simbiotico; un po' come dire

"Tu hai qualcosa che io non ho (la simpatia, l'estroversione, l'idealismo...), ed analogamente io ho qualcosa che tu non hai (la puntigliosità, l'introversione, il senso pratico, ... ) e... stando vicini formiamo un essere completo, come fossimo le due parti che son state separate da una stessa mela. Se stessimo insieme formeremmo un unico essere, dotato di tutto quel che è necessario per affrontare il mondo, ripartendo i carichi e le sollecitazioni esterne sulle nostre due personalità. Tu col tuo bisogno dai valore a quel che ho, ed io col mio bisogno do valore a quel che hai. Per questo siamo 'destinati' a stare insieme, ed è stato il destino ci ha chiamati".

Ma... quando questo meccanismo s'innesca l'energia della coppia è rivolta più "a coprire lacune" che non ad evolvere e migliorare; è vero che... potrebbe andare avanti per tutta la vita: finchè nulla cambia nella personalità e nei valori dei componenti della coppia... l'incastro reggerebbe e continuerebbe a reggere, ma... i problemi verrebbero fuori se qualcosa dovesse cambiare: posto che i membri della coppia valgano davvero, devono essere capace di evolvere e migliorare, e quindi il rapporto sicuramente è destinato a cambiare, e quindi la simbiosi ad incrinarsi o ad andare in pezzi.

Questo contorto ragionamento venivo facendo, ieri sera, ed una convinzione veniva rafforzandosi: voglio sentirmi una persone intera, e non una metà; e... parimenti voglio accanto una persona intera e non una copertura ai miei difetti, o... "un'anima gemella separata da me all'alba dei tempi da un qualche capriccioso dio pagano".

Non voglio essere un paravento... non voglio cercare paraventi... perchè capita che il vento soffi forte, e spazzi via tutto...


__[]integrazione del 27/9[]__

Parlando di "interezza" mi riferivo alla propensione a vivere pienamente quel che la vita offre... l'essere capaci di capire che, se necessario, c'è da attingere all'allegria più sfrenata come alla malinconia più struggente; alla profondità di pensiero come alla superficialità più disarmante; ad un'eterea spiritualità come ad una sanguigna carnalità.

E se non hai tutto questo?!
Sforzati di averlo!
Cercalo, fabbricatelo, inventalo, sognalo... ma non sperare neppure di lontano che possa esserci qualcuno che si sostituisca a te!

voloalto | 00:39 | commenti (12) | link
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giovedì, settembre 23, 2004   

Mi sono svegliato, questa mattina, e in mente avevo questa canzone.


LONTANO LONTANO (Luigi Tenco - 1966)

Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t'amavano tanto.

E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po' in giro.

E lontano lontano nel tempo
l'espressione
di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l'aria triste che tu amavi tanto.

E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.


venerdì, settembre 17, 2004   

VACANZA 8)

La tappa successiva del mio viaggio è stata l'Elba.

Nel mio immaginario c'era un gioiello in mezzo al mare, e... a dire il vero temevo che le mie aspettative fossero esagerate.
La macchina avevo deciso di lasciarla a Piombino, e di imbarcarmi solo con il trolley e l'attrezzatura da campeggio: mi avevano avvisato che trovare parcheggio non era semplice e... il sole a picco sulla carrozzeria nera m'avrebbe fatto pensare di essermi portato dietro un ferro da stiro e non una sw.
Tra l'altro, sapevo che sull'Elba mi stava aspettando Fra. , e... contavo sulla sua conoscenza del posto e sul mio desiderio di scarpinare.

Temevo di avere aspettative troppo alte, ma già all'avvicinarsi del traghetto all'approdo mi son reso conto che non si trattava di un mito: quella sulla quale stavo per scendere era un'isola verde... che emergeva quasi magicamente dal blu profondo... in una giornata radiosa... proprio come l'avevo immaginata!

Sono sceso roccambolescamente dal traghetto... sembravo un emigrante degli anni '30, curvo per il peso del trolley cui avevo legato in modo precario la tenda e il sacco a pelo (usando il filo per stendere i panni).
Per fortuna Fra. si trovava vicino alla scaletta e non ho dovuto cercarla; lei era lì, braccia conserte, appoggiata alla sua macchina, ad accogliermi con un sorriso solare malgrado fossi arrivato impresentabile e trafelato come un cavallo da palio.

Dopo un breve giro in auto per farmi ambientare m'ha portato all'Enfola, una piccola penisola che si estende verso nord nella zona centrale dell'Elba, in un camping piccolo ma dotato di tutti i confort: un posto incantevole... una baia quieta davanti ad una spiaggia di sassi scuri... un minuscolo molo per l'attracco turistico... il verde della vegetazione tutt'intorno...

Fra. in quel periodo lavorava, e non poteva passare tutto il tempo con me, ma... s'è creata dei ritagli di disponibilità, che abbiamo sfruttato per parlare di noi.
Un po' per curiosità, un po' per necessità, andavamo chiedendo e parlando, a braccio, così come veniva, attingendo dalle tante cose che ci eravamo detti nel virtuale e che sapevamo l'uno dell'altra.
Così facendo abbiamo anche verificato se veramente "eravamo noi" oppure eravamo "l'idea che avevamo di noi", e... nel farlo eravamo un po' buffi... quando ce ne rendevamo conto ne sorridevamo.

Del nostro stare insieme ricordo nitidamente i discorsi fatti mentre passavamo per stradine minuscole tra le alture, dalle quali scorgevamo i profili delle isole e dei litorali vicini; e poi... le sere trascorse con intensità, cercando di prendere il massimo dal poco tempo a disposizione, quando la via lattea appariva incredibilmente chiara sulle nostre teste, e le parole tra lo scherzoso e il serio andavano al cuore di certe nostre questioni spinose.

...

(continua...)

voloalto | 14:36 | commenti | link
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martedì, settembre 14, 2004   

Ho perso la mia runa!

La tenevo sempre legata al collo, come ciondolo, con un cordoncino nero, da quando l'avevo presa con me alla festa celtica di Montelago.



Non era solo il ricordo di qualcosa di bello che avevo vissuto, ma anche un duplice simbolo: il simbolo di una occasione cercata, trovata, voluta e... vissuta in completa indipendenza da tutto e da tutti; e poi... la Jera è la runa celtica della stabilità...

Non credo nella capacità degli amuleti di veicolare fortuna, ma nel fatto che ci si auspichi un certo segno... in questo sì, credo.

Beh... io avevo scelto la runa Jera, con la convinzione che il naturale complemento alla mia "sensibilità"
sia proprio la "stabilità": la prima intesa come capacità di sentire, percepire, e... farsi smuovere, spostare, sbilanciare, per trovare dell'altro grazie all'ascolto di stimoli e sollecitazioni esterne; la seconda, intesa come fermezza, capacità di tenere, di resistere alle sollecitazioni, di consolidare, di restare con forza sulla linea intrapresa,...

L'avevo... appesa al collo, ma questa mattina, per andare in presidenza l'ho tolta e messa in tasca...
Forse quando ho messo la mano in tasca per tirare fuori il cellulare... se n'è andata... la mia runina... :"(

venerdì, settembre 10, 2004   

Dopo tanto tempo questa mattina sono tornato ad ascoltarla, da quel certo CD.

L'ho messa su, nel salone, alzando quel tanto che basta per sentirla bene dalla camera da letto, e... è tornata a brillare... di luce verde e dorata.

Ho sorriso, tra me e me, come celassi un segreto che ancora non volevo svelare, e ... mi è tornata in mente questa mia
foto

E' stato un buon risveglio...


NEL MIO GIARDINO (Cristina Donà)

Ho riempito d’oro il giardino
perchè tu vedessi
chiaramente dov’è il cammino
e
quanti sono i passi.

Io ti guiderò
finchè tu lo vuoi
e poi...

...aprirò il giardino
quando arriverai.
Aprirò il giardino,
sai.

Ho dipinto d’oro il giardino
perchè tu sapessi
cose nuove,
nuovi sogni che
non ti ho detto mai.

Io ti porterò dove tu vorrai
e poi...

...aprirò il giardino
quando arriverai.
Aprirò il giardino
e ritroverai quel che avevi perso.
Si aprirà il giardino
quando arriverai.
Aprirò il giardino
sai.

Ho riempito d’oro il mattino
perchè tu vedessi
la mia luce sul tuo cammino
che ti guiderà...

...dentro al mio giardino
quando arriverai.
Aprirò il giardino e
non si chiuderà mai.

Seguimi
ho frutti da desiderare.
Seguimi
il sole arriva adesso.

giovedì, settembre 09, 2004   

Ieri sera mi sono dedicato ad un'altra prova di forza: "Le fate ignoranti"...

Sì, perchè... vederlo da solo, conoscendomi, e... sapendo che sarà un film che mi scaverà dentro, quel che ho passato, quel che mi aspetta, ... non è che sia proprio banale banale...

In certi film ci entro proprio dentro e... quasi ci fosse una vertigine che mi attrae, non me ne ritraggo, continuo a specchiarmici, cercando la traccia della mia immagine riflessa... foss'anche distorta.

In alcune sequenze quella che sentivo era una presa allo stomaco; in altre... una sensazione di pesantezza nel respiro; in altre ancora una lacrima cercava la strada per uscire, e si perdeva.

Ma... quel che più mi dava disagio era la sensazione che tutto sarebbe rimasto in me, chiuso, incondivisibile, a risuonarmi dentro come un rumore continuo in una stanza con la porta chiusa involontariamente.

Se lei fosse stata lì, non sarebbero state pronunciate parole, non di parole avrei avuto bisogno.

Il mio sguardo avrebbe parlato al suo... nella luce diffusa da quella lampada multicolore... e quella porta si sarebbe aperta da sola... delicatamente...

mercoledì, settembre 08, 2004   

VACANZA 7)

La mattina successiva, mentre lasciavo il campeggio, mi ha accolto da dietro una fila di alberi un bel sole caldo.
Ho pensato "Oh: un buon modo per lasciarmi dietro Pisa e proseguire verso sud..."

Ho attraversato un lungo tratto dell'aurelia, immerso nella musica di Radio Capital, che per qualche arcano motivo veniva scegliendo brani adatti ai percorsi su strada.

Con gli occhi seguivo sfilare campagne, zone industriali enormi e deserte, gruppi di case dai tetti piatti, centri commerciali...
Tutto era illuminato da quella luce un po' gialla d'un sole che saliva dalla collina, sempre insolita per me, che sono abituato al sopraggiungere di quei toni solo nel pomeriggio.

Mi sono fermato solo quando son arrivato sul litorale oltre Livorno; sugli scogli arancio un mare gonfio d'onde lunghe si infrangeva con alti spruzzi, e ancora una volta mi giungeva la sensazione che non fosse un'entità geografica quella che avevo davanti ma... un enorme organismo che in quel modo respirava, lento ma... potente... infinitamente potente.

(continua...)

Cena a casa mia, con un amico di vecchia data.
Una bottiglia di grechetto umbro in fresco nel mio frigorifero, e un'altra pronta nella credenza... pizza cucinata all'impronta e... tanta voglia di parlare.

E' stato bello tirar fuori, tutti e due, con un bel peso dentro da portare; era parecchio tempo che non avevo questa sensazione di rilassamento, grazie (o colpa?!) al vino, ma... ad un certo punto mi sono sentito davvero più leggero, a parlare in quel modo, e... a cercare di farmi capire da lui.

Credo che il momento topico sia stato quando ho mosso certe mie corde, che hanno risuonato dal profondo e... ho notato dello sgomento negli occhi chiari di Mar. : si stava rispecchiando nei miei, stava sentendo quel che avevo sentito, e... aveva iniziato a vibrare sulla mia stessa frequenza. Sapeva cosa stavo dicendo, con una precisione che lo sconcertava.

Mi capita spesso, ultimamente, di rendere delle immagini molto precise del mio scenario interiore; non sempre, certo, e non con tutti, ma... questa sera sono stato contento sia successo con lui, dopo tanto tempo che non ci si frequentava.

Tra noi possiamo parlare un linguaggio molto strano, pieno di allegorie tecnicistiche, quasi... esoterico; un linguaggio fatto di soglie di resistenza, training delle reti neurali, curve di sensibilità al disturbo... parole che suonerebbero incomprensibili alle orecchie dei più; per noi invece sono strumenti, modalità per confrontarci... un gergo per pochi eletti, basato certo sull'esperienza di studio comune, ma... anche su una ferrea volontà di capirci usando metafore.

Se non fosse linguaggio da ingegneri, credo sarebbe poesia...
Questo non glie l'ho detto a Mar.
Forse glie lo dirò la prossima volta :D

lunedì, settembre 06, 2004   

VACANZA 6)

Il tratto che da Lerici mi portava nuovamente verso sud l'ho fatto sull'autostrada: avevo voglia di arrivare presto a Pisa, dove sapevo per certo c'era un campeggio accogliente, e dove volevo fare un nuovo giro in notturna.

L'ho trovato, e... tempo 5 minuti ho fatto amicizia con una coppia di ragazzi tedeschi; mi avevano scambiato per "uno di loro" (chi mi conosce sa che il mio aspetto non è che sia proprio mediterraneo... occhi chiari, barba incolta, rasato a zero... potrei benissimo essere un tedesco, non fosse per l'espressività che cerco sempre di mettere in campo).
Proprio su questo abbiamo scherzato a lungo, alla luce del tramonto, con battute auto-ironiche sia da parte mia che da parte loro.
Partivano la sera stessa, con un volo verso Dresda, e... ci siamo salutati molto affabilmente, come forse sperano sempre di fare i tedeschi che amano l'Italia.

Montata la tenda, mi son studiato un percorso per Pisa, con l'idea fissa di mangiare un caciucco alla livornese; non sapevo neanche di preciso cosa fosse, di certo qualcosa a base di pesce, ma... volevo sperimentare, e... per questo mi son girato un po' il centro di una Pisa deserta e surreale; cosa buffissima... ho incrociato davanti alla torre una comitiva di ragazzi Civitanovesi, riconoscibilissimi per i loro "Oh Frà...", probabilmente arrivati con la moto in una specie di gita fuori porta di 400Km (dalle mie parti s'usa farle 'ste cose!).

Giusto il tempo di farmi spennare in un ristorante del centro, dove ho mangiato un caciucco che non m'è piaciuto e bevuto un pessimo vino alla modica cifra di 22€, mi sono addentrato per le viuzze di Pisa, con il solito obiettivo: PERDERMI per ritrovarmi!

E' stato divertente... seguire piccoli gruppi di studenti che ostinatamente erano rimasti in città, muoversi di vicolo in vicolo, per raggiungere qualche bar, oppure entrare in portoni per uscire ancor più numerosi; oppure... sedersi a qualche tavolo all'aperto, e... sorseggiare vino ridendo chiassosamente.

Io... ad un certo punto mi son fermato e me ne son stato un po' da una parte, ad osservarne il vai e vieni, roteando un bicchiere di Muller Thurgau dell'Alto Adige... come se me ne intendessi davvero di vini bianchi.

Quando la malinconia ha iniziato a coprirmi con la sua ombra lunga, ho ripreso il percorso del rientro.

Riverso sul materassino, mi son immerso in nuovi pensieri guadando la luce dei fari di chi rientrava muoversi sulla mia tenda .

(continua...)

sabato, settembre 04, 2004   

VACANZA 5)

Sceso dal battello mi sono imbarcato nuovamente, per approdare sull'isola Palmaria.

Mi avevano detto che era un'isola piuttosto selvaggia, che c'era poco o niente da vedere a parte il paesaggio, ma... era proprio questo che più mi interessava.

Non so di preciso quanto ho camminato, su quello scoglio davanti a Porto Venere, sotto al sole a picco di mezzogiorno, ma... ero determinato a salire, fin dove si poteva, per dominare il blu del Tirreno dall'alto di pareti scoscese; questo volevo, e questo ho ottenuto (
1 e 2 ).

Mi sono preso anche qualche rischio, per sentieri non tracciati di recente che finivano su vecchie postazioni militari in cemento; anche in questo stava il sottile piacere dell'ignoto... quello che andavo cercando, tra quelle pietre e quegli arbusti...

La discesa è stata più problematica della salita, forse anche per la stanchezza, sicuramente per il pietrame che rendeva difficile l'appoggio dei piedi: in diverse occasioni ho rischiato uno scivolone, e il mio pensiero ha scartato di lato per dirmi "Albè, se qui te fai male, chi tte 'rcoje?"

A metà del percorso ho incrociato una coppia di daini (erano daini?): uno completamente marrone e l'altro pezzato; erano in basso rispetto a me, all'inizio non si sono accorti del mio sopraggiungere, forse anche loro storditi dalla calura; quando il marrone s'è voltato, mi sono fermato, e ho dato loro il tempo per liberare il sentiero.
Procedendo accanto al punto in cui sono spariti mi son chiesto come avessero fatto a passare di là...

Sceso in basso, mi sono fermato sulla scogliera, a seguire l'avanzare di enormi onde dal mare aperto verso il porto; era impressionante vedere quel moto, seguirlo come fosse il respiro poderoso di un organismo enorme; ogni onda blu che arrivava diventava una carezza bianca di spuma alla pietra grigio scuro.

Sono rimasto a lungo, lì, ad osservare quello spettacolo, fino a quando la sete e la fame non mi hanno persuaso che era meglio tornare a Porto Venere, e rifocillarmi almeno un po' prima del ritorno a Lerici col battello.

(continua...)

venerdì, settembre 03, 2004   

Le sue labbra... quella ragazza sconosciuta aveva le labbra di Lei... e questo fatto ha fermato il mio tempo.

Quel tratto rosa, delicato... con un sorriso appena accennato ma presente... mentre ascoltava quell'uomo parlare; poi... il suo riprendere il discorso, scoprendo dolcemente il bianco allineato dei denti... la linea allargarsi e stringersi, mossa da parole che non potevo sentire ma che immaginavo accompagnate da una voce calma e setosa...

Poi... vederla sollevare un cocktail... appoggiarlo delicatamente... gli occhi appena socchiusi nell'atto del bere... il movimento appena accennato del suo collo... mentre sentiva il fresco scendere.

E... vederla succhiare un frammento di ghiaccio... i tratti del mento... muoversi... mentre la lingua giocava col palato...

Intorno a me luci e suoni assordanti di quel disco bar, ma... quella che m'avvolgeva era una canzone di De Andrè: calda, suadente, seducente... mi conduceva dolcemente verso un mondo fatto di ricordi.

Quanto tempo sarò stato lì... ad osservare le Sue labbra... ?

mercoledì, settembre 01, 2004   
Un volo... alto...
Volare alto, leggero, questo è ciò che ora vorrei.

Volare leggero... comunque leggero...

parlando di me
Mi piace ascoltare, tirar fuori quel che ho dentro, scoprire, esplorare, mettermi in gioco, soddisfare la mia curiosità e, in ogni caso, essere creativo.

A volte mi chiedono perchè "Volo-alto". L'ultima volta ho risposto così:
Hai mai sognato di volare? Nel sogno, la consapevolezza di poterti staccare da terra con uno sforzo muscolare; ed allora provi, e l'aria che ti è sotto ti regge, ti solleva, e prendi quota. A quel punto, vedi tutto dall'alto, e puoi decidere se prendere velocità, oppure restare in stallo, come un falco incollato nell'azzurro, ad ammirare i dettagli in basso; decidere se salire ancora, oppure se giocare con la velocità ed il vento e scendere in picchiata, ed avvicinarti a quel che vedi giù, sul verde del suolo o tra gli alberi dei boschi. Nelle orecchie, solo il soffio dell'aria intorno, che senti fresca e vasta, fin oltre l'orizzonte visuale; a momenti turbolenta ed irregolare, da far temere di perdere la traiettoria scelta; a momenti sottile e leggera, per provare nuove manovre, semplice, come se fosse una semplice corsa sulle proprie salde gambe; ma corsa non è: è volo, è vuoto di centinaia di metri proprio sotto di te, è vista d'altura, è velocità e leggerezza del vento.



slogan deliranti
Con la mia logistica non finanzio le guerre: io vado a metano!

Il mio rapporto coi mezzi di comunicazione/intrattenimento? 90% radio, 4% televisione, 4% stampa, 2% cinema

coordinate
38 anni, M, Marche
Me ne sto a 2 passi dal mare



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