sabato, luglio 31, 2004   

La dedico a chi non si sente più quello spirito vitale dentro... ed invece ne avrebbe da vendere...

Il bacio sulla bocca
(Ivano Fossati - Lampo viaggiatore, 2003)

Bella,
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro.

Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell'avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.

Bella,
non ho mica vent'anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò…

Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.

Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.

Mi vedi pulito pettinato
ho proprio l'aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora
ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l'orchestra che suona fili d'erba
e fisarmoniche
(ti dico).

Bella,
che ci importa del mondo.

Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te.

voloalto | 19:24 | commenti (2) | link
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mercoledì, luglio 28, 2004   

Ieri sera attraversavo la campagna marchigiana che era il tramonto, dirigendomi verso l'entroterra.

All'orizzonte una lunghissima striscia ocra colorava il cielo, e più in basso un rosso sempre più acceso s'adagiava sui monti, lontani.

A coprire il rumore del motore nel mio avanzare per sali e scendi, questa canzone, ed il pensiero dei giorni scorsi.


SALLY
di Vasco Rossi
interpretata da Fiorella Mannoia

Sally cammina per la strada senza nemmeno guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia di fare la guerra
Sally ha patito troppo,
Sally ha già visto che cosa ti può crollare addosso!
Sally è già stata punita
per ogni sua distrazione o debolezza
per ogni candida carezza
data per non sentire l'amarezza!

Senti che fuori piove
senti che bel rumore.
Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente
ormai guarda la gente con aria indifferente.
Sono lontani quei momenti
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più felice
e si potevano mangiare anche le fragole
perchè la vita è un brivido che vola via
è tutto un equilibrio sopra la follia
.. sopra la follia!

Senti che fuori piove, senti che bel rumore.
Ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso / del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire alla fine un po' male!
Forse alla fine di questa triste storia qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio
per vivere davvero ogni momento con ogni suo turbamento e come se fosse l'ultimo!

Sally cammina per la strada leggera
ormai è sera
si accendono le luci dei lampioni
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni.

Ed un pensiero le passa per la testa
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa si è salvato
forse davvero non è stato tutto sbagliato
forse era giusto così!
Eh forse, ma forse, ma sì!

Cosa vuoi che ti dica
senti che bel rumore.

voloalto | 09:48 | commenti (13) | link
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martedì, luglio 27, 2004   

voloalto | 09:07 | commenti (6) | link
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domenica, luglio 25, 2004   

Disteso sul divano, ascolto un album di Lene Marlin, ripensando alla sua bellezza, a quanto potere essa ha avuto su di me in questi giorni, e... a quanto è riuscita a darmi.

La sua bellezza, che è stata anche quella d'una intimità mattutina: scherzosa, cercata dapprima con imbarazzo e curiosità, e poi con una determinazione imposta dal tempo che passa rubando istanti, pensieri, parole...

...anche quella d'un mare che accoglie e culla dolcemente: su una lastra liquida solcata lentamente, scoprire il placido galleggiare dei gabbiani, e un moto inverso diretto verso la costa davanti a noi...

...anche quella di risposte date con un sorriso meravigliato: domande impertinenti a frugare dentro i nostri vissuti, celati dietro un sorriso imbarazzato e mai del tutto ammessi...

...anche quella d'un temporale in alto mare: appoggiati al davanzale, la mia mano che scivola lenta sulla sua schiena morbida, i polpastrelli che cercano di trattenerne la pelle nello scorrere...

...anche quella di parole dal passato: storie, volti, come fosse un riannodare paziente di quel che c'è stato con quel che c'è...

...anche quella di una luce arancio che rasenta la collina: nell'approssimarsi d'un tramonto, in un borgo come tanti, parole per svelare e donare dettagli di sè...

...anche quella degli ultimissimi istanti: dietro la porta d'un treno che parte, una mano che si scuote velocemente per salutare, un sorriso aperto e uno sguardo che continuano a seguirmi mentre faccio i primi passi sulla piazzola...

E... tutto questo riscoprirlo ricordando la luce dei suoi occhi castani, su di me, in una scheggia di tempo, come tante ne abbiamo vissute in questi tre giorni trascorsi insieme.

Ora per me il profumo delle mie candele blu è il suo.

voloalto | 16:44 | commenti (5) | link
>- ricordi -<


lunedì, luglio 19, 2004   

A volte mi sorprendo di quanto spesso io sia disposto a mettermi in gioco, e fino a che punto.
Non che lo trovi sia strano in sè, ma... che lo faccia con così tanta voluttà... questo riconosco non sia proprio comune.

Sono determinato a farlo, convinto che sia necessario e utile, pensando anche all'inerzia enorme che mi porto dietro di cose non riuscite bene.
Ogni tanto m'accorgo che questo peso m'infastidisce, m'intralcia e... da questo credo nasca in me la ferma volontà di contrastarla.

Forse lo faccio in modo disordinato, tanto che spesso non è facile capirne e condividerne le ragioni; forse con troppa enfasi, tanto che poi rischia di confondersi con un'ossessione; forse anche con più che un pizzico di ostinazione; ma... l'importante credo sia farlo: nervi che vibrano, sguardo dritto in avanti, naso e orecchio tesi al vento che spira intorno ogni volta che la traiettoria mi ha portato su nuove coordinate.

E... ogni volta che lo faccio mi chiedo fino a che punto vorrò farlo, se non ho già avuto abbastanza; e poi... fino a quando... quale sarà il segnale che mi farà capire che c'è un'altra sfida da accettare, e che c'è da passare oltre. Ma... arriverà mai questo segnale? Oppure..una nuova sfida si sommerà a questa?

mercoledì, luglio 14, 2004   

Osservo l'orizzonte, guardando avvicinarsi la pioggia, come fossi un contadino che attende l'acqua per i suoi campi, e... la sento nell'aria; la sento avvicinarsi da lontano, da eterei segni premonitori.

Da quell'elettricità che ogni volta viene richiamata al suolo dopo una lunga arsura; la sento sulla pelle, ne sento la carica, e tra breve so che scoccherà il primo lampo vicino.

Da un odore d'umido che giunge a me con questo vento fresco; di polvere deposta al suolo che viene lavata via in rigagnoli sempre più gonfi; di terra assetata che chiama e s'impregna.

Da una luce che cambia, nel cielo, nelle piante, nelle cose, e vira i colori verso tonalità sospese, come sembra essere anche il tempo.

Dal cupo suono di rombi lontani, sopra punti indefiniti che l'occhio non scorge perchè coperti.

Con sguardo diretto all'orizzonte e labbra serrate assisto all'avanzare delle nubi, al movimento del fronte d'acqua....

... a questo realizzarsi d'una promessa.

lunedì, luglio 12, 2004   

Disteso su quel parquet liberato, posavo il volto da un lato, incurante della polvere che era rimasta.
Gambe e braccia aperte, il palmo a terra, forse per sentire meglio quello spazio ed il confortante tepore del legno, ero incredulo che si fosse svolto tutto così velocemente, che si fosse consumato in modo così inaspettatamente rapido.

E... lasciavo ricomparire figure di quella giornata...

Il volto del padre e del fratello, un po' imbarazzati, ma cordiali e pratici nel venire verso di me, come pure nel salutarmi dopo aver caricato anche l'ultimo accessorio.

La tensione palese della madre, nella sua voce, e sullo sfondo un filo di rancore malcelato.

Il pasto frugale e nascosto di Ale, in auto: un panino, mentre dalla finestra le dico che nel frigo avevo la birra fresca che a lei piace tanto, e che non ci facesse tanti complimenti.

L'operoso muoversi del facchino, all'inizio distaccato e professionale, e poi di buon senso, affabile e cordiale, come spesso sono gli uomini che lavorano con le mani.
E poi sedere con lui e con Ale, al tavolo della cucina, in attesa che tornasse il furgone vuoto, parlando del poco che poteva accomunare i nostri interessi, ma senza ansia.

La partenza della madre, quasi repentina, senza un saluto, mentre stavamo ancora portando giù della roba.

Una pausa... era una pausa... fatta nella polvere che s'era depositata al suolo nei mesi; una pausa... per riprendere contatto con quel che era stato.

Poi mi sono alzato, ho preso nel ripostiglio l'aspirapolvere, ed ho iniziato a pulire con cura la stanza.

lunedì, luglio 05, 2004   

Ho aspettato a lungo che quella stanza venisse liberata dalle sue cose. Una stanza invasa, per certi versi violentata, da una sua presenza nella non-presenza, e da quella mia ingenua azione di contrasto, mai stata sufficiente.

No, non è mai bastata quella porta chiusa a chiave, a tener lontano dal resto della casa il silenzio che regnava lì dentro; ma... quello era l'unico modo che conoscevo per reagire, per delimitare, per... circoscrivere anche fisicamente quel che è stato.

Ed ora... mi giunge la notizia che quella stanza verrà vuotata; che... le sue cose verranno portate via da qualcuno; che... a breve potrò fruire anche di quello spazio.
E... mi meraviglio della mia reazione, così... dissonante: prima 100mila pensieri sconfusionati passavano per la mia mente, dentro l'idea che tempo fosse immobile, cristallizzato, col desiderio di infrangelo con un qualche movimento; ed ora... quasi incredulo, contemplo attonito che il momento è arrivato veramente; che... allora era proprio vero, come quando ti svegli nel cuore della notte da un sogno troppo strano, che però scopri non essere del tutto assurdo.

E.. in questo strano stato d'animo, vorrei riuscire a piangere, pensando a quanto sentimento è andato sprecato, a quante attenzioni sono state negate, a quanto tempo è andato bruciato...

sabato, luglio 03, 2004   

giovedì, luglio 01, 2004   

Osservavo una mosca, che ronzava tra la finestra e la tenda, senza riuscire a liberarsi da quell'impaccio.

Sbatteva contro il vetro, vibrava nello stretto delle volute del tessuto, si posava (forse per riprendere forze), poi riprovava, inutilmente, senza curarsi delle piccole spinte che, con la mano, le davo per aiutarla ad uscire dall'anta che avevo lasciato aperta per lei.

All'inizio, un po' spazientito, mormoravo tra me e me "Dai... voglio farti volar via, perchè non esci?...dammi retta, possibile che non riesci a vedere quanto spazio di libertà ti sto lasciando? Quanto sei stupida?".

Poi ho pensato che, in fondo, spesso anche a noi umani capita di fare come quella mosca: abbiamo una visione così limitata, e siamo così fossilizzati sulle soluzioni da sempre adottate che... continuiamo a ronzare tra vetro e tessuto malgrado ci sia lì accanto un'anta completamente aperta, e magari qualcuno che ti indica pure la strada...
Un volo... alto...
Volare alto, leggero, questo è ciò che ora vorrei.

Volare leggero... comunque leggero...

parlando di me
Mi piace ascoltare, tirar fuori quel che ho dentro, scoprire, esplorare, mettermi in gioco, soddisfare la mia curiosità e, in ogni caso, essere creativo.

A volte mi chiedono perchè "Volo-alto". L'ultima volta ho risposto così:
Hai mai sognato di volare? Nel sogno, la consapevolezza di poterti staccare da terra con uno sforzo muscolare; ed allora provi, e l'aria che ti è sotto ti regge, ti solleva, e prendi quota. A quel punto, vedi tutto dall'alto, e puoi decidere se prendere velocità, oppure restare in stallo, come un falco incollato nell'azzurro, ad ammirare i dettagli in basso; decidere se salire ancora, oppure se giocare con la velocità ed il vento e scendere in picchiata, ed avvicinarti a quel che vedi giù, sul verde del suolo o tra gli alberi dei boschi. Nelle orecchie, solo il soffio dell'aria intorno, che senti fresca e vasta, fin oltre l'orizzonte visuale; a momenti turbolenta ed irregolare, da far temere di perdere la traiettoria scelta; a momenti sottile e leggera, per provare nuove manovre, semplice, come se fosse una semplice corsa sulle proprie salde gambe; ma corsa non è: è volo, è vuoto di centinaia di metri proprio sotto di te, è vista d'altura, è velocità e leggerezza del vento.



slogan deliranti
Con la mia logistica non finanzio le guerre: io vado a metano!

Il mio rapporto coi mezzi di comunicazione/intrattenimento? 90% radio, 4% televisione, 4% stampa, 2% cinema

coordinate
38 anni, M, Marche
Me ne sto a 2 passi dal mare



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