lunedì, maggio 31, 2004   

Era tanto che non la vedevo... che il mio pensiero non si posava su di lei.

Entrando nel mio ufficio, per discutere di uno stage, mi ha colpito un suo sguardo fugace, come pure il saluto distratto che le ho rivolto quando l'ho riconosciuta.

Poi, un suo sguardo più prolungato, più presente e attuale, che ho sostenuto con altrettanta determinazione... come quella volta, in cui il tempo per un attimo s'è fermato intorno a noi... ed è rimasto cristallo...

Lei ricordava chi fossi stato per lei... come io ricordavo chi lei fosse stata per me...

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Sto pensando a come, nel panorama interiore, il tempo possa cambiare repentinamente, come fosse un paesaggio montano.

Sto pensando come dal sereno si possa passare ad un cupo nuvoloso, da temperature rigide ad inattesi tepori primaverili, da una pioggia alla schiarita.

Sto pensando alle nuvole che passano veloci, su questo scenario, proiettando ombre in continuo movimento o sprazzi di luce gialla sull'erba verde.

Sto pensando al blu che c'è dietro alle nubi, e al sole, che c'è sempre, anche quando sembra impossibile concepirlo.

In questo momento riesco a pensare a questo... (e non è male per essere lun mattina...)

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venerdì, maggio 28, 2004   

Quando con la macchina stasera ho imboccato il viale di casa, ho avuto l'impressione di essere entrato in un quadro di Magritte: la luce, filtrata da nuvole dense, era bassa, eppure... gli alberi e il tetto di casa apparivano insolitamente in evidenza.

Entrando oltre il portone, ho sentito una profonda tenerezza nei confronti di me stesso; di quell'Alby che si chiudeva dietro la porta ferrata, girando più volte la chiave, per poi attivare l'allarme, e che nel farlo si sentiva solo; anche per questo ho cercato di trattarmi bene, questa sera, mi son dedicato delle piccole attenzioni, come fossi un caro amico che è un po' di tempo che non si fa vedere e che, malgrado qualche accesa discussione in passato, ho voglia di trattare bene.

Ho apparecchiato al mio capotavola, fatto luce con candele profumate, versato in un calice weizen da 1/2 della birra speciale, e consumato con calma il mio pasto frugale, fissando ogni tanto la fiamma gialla delle candele, mentre della buona musica mi faceva compagnia.

Ero solo, questa sera, ma non del tutto...

voloalto | 22:11 | commenti (9) | link
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In una email ad un'amica scrivevo...

[...] Non so, ultimamente ho l'impressione che ci siano delle cose che mi sfuggono dalle dita... fatico un po' a conciliare lo scorrere del tempo con quel che vorrei fare, col come vorrei essere e col come vorrei vivere.

Non è la prima volta che capita... e di certo non sarà neanche l'ultima, ma... per fortuna so di aver superato inquietudini ben maggiori.

Se è vero che ogni volta è come fosse la prima, e che c'è sempre da trovare nuove soluzioni, quantomeno l'esperienza insegna che se ne può uscire... che una possibilità c'è...[...]

Credo che fotografi bene la situazione attuale...

voloalto | 12:20 | commenti (2) | link
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mercoledì, maggio 26, 2004   

voloalto | 09:46 | commenti (2) | link
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martedì, maggio 25, 2004   

voloalto | 11:05 | commenti (7) | link
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lunedì, maggio 24, 2004   

voloalto | 14:17 | commenti (2) | link
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voloalto | 14:02 | commenti | link
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domenica, maggio 23, 2004   

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giovedì, maggio 20, 2004   

"Quando" - Pino Daniele

Tu dimmi quando, quando
dove sono i tuoi occhi e la tua bocca
forse in Africa che importa.

Tu dimmi quando, quando
dove sono le tue mani ed il tuo naso
verso un giorno disperato
ma io ho sete
ho sete ancora.

Tu dimmi quando, quando
non guardarmi adesso amore
sono stanco
perché penso al futuro.
Tu dimmi quando, quando
siamo angeli
che cercano un sorriso
non nascondere il tuo viso
perché ho sete, ho sete ancora.

E vivrò, sì vivrò
tutto il giorno per vederti andar via
fra i ricordi e questa strana pazzia
e il paradiso, che non esiste
chi vuole un figlio non insiste.

Tu dimmi quando, quando
ho bisogni di te almeno un'ora
per dirti che ti odio ancora.

Tu dimmi quando, quando
lo sai che non ti avrò e sul tuo viso
sta per nascere un sorriso
ed io ho sete, ho sete ancora.

E vivrò, sì vivrò
tutto il giorno per vederti andare via
fra i ricordi e questa strana pazzia
e il paradiso, che non esiste
chi vuole un figlio non insiste.

voloalto | 12:24 | commenti (4) | link
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mercoledì, maggio 19, 2004   

voloalto | 17:14 | commenti (2) | link
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lunedì, maggio 17, 2004   

Per commemorare quel povero ragazzo ammazzato in terra straniera, che forse solo laggiù s'è accorto che non era per pace che era stato mandato, non ho parole d'orgoglio, ma di rabbia, perchè il suo nemico forse non era neanche in una mano invasata che ha sparato col mortaio... forse il suo nemico era un altro...

"Il mio nemico" - Daniele Silvestri

Finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
probabilmente il bersaglio che vedi
è solo l'abbaglio di chi da dietro spera
che tu ci provi ancora
perché poi gira e rigira gli serve solo una scusa
la fregatura è che è sempre un altro che paga
e c'è qualcuno che indaga per estirpare la piaga
però chissà come mai qualsiasi cosa accada
nel palazzo lontano nessuno fa una piega
serve una testa che cada e poi chissenefrega
la prima testa di cazzo trovata per strada
serve una testa che cada e poi chissenefrega
la prima testa di cazzo trovata per strada
se vuoi tirare tira
ma non sbagliare mira
probabilmente il bersaglio che vedi
è solo l'abbaglio di chi da dietro giura
che ha la coscienza pura
ma sotto quella vernice ci sono squallide mura
la dittatura c'è ma non si sa dove sta
non si vede da qua, non si vede da qua
la dittatura c'è ma non si sa dove sta
non si vede da qua, non si vede da qua

il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa

e se non hai morale
e se non hai passione
se nessun dubbio ti assale
perché la sola ragione che ti interessa avere
è una ragione sociale
soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare
non farla nel mio nome
non farla nel mio nome
che non hai mai domandato la mia autorizzazione
se ti difenderai non farlo nel mio nome
che non hai mai domandato la mia opinione
finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
(sparagli Piero, sparagli ora)
finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira
(sparagli Piero, sparagli ora)

il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha nome
non ha nemmeno religione
e il potere non lo logora
il potere non lo logora
il mio nemico mi somiglia
è come me
lui ama la famiglia
e per questo piglia più di ciò che da
e non sbaglierà
ma se sbaglia un altro pagherà
e il potere non lo logora
il potere non lo logora

voloalto | 23:37 | commenti (5) | link
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voloalto | 18:38 | commenti | link
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domenica, maggio 16, 2004   

In questa che sarebbe dovuta essere la mia prima notte di nozze, sto ascoltando "This used to be my playground" di Madonna; un brano che con Ale. abbiamo ballato abbracciati, durante i titoli di coda del film "Ragazze vincenti" con Geena Davis e Tom Hanks dato alla tv.

Ricordo che, sentendo quelle note così dolci e malinconiche, ho sentito il bisogno istintivo di alzarmi dal divano dove stavamo acciambellati, di tenderle la mano per invitarla ad alzarsi, e poi di stringerla a me, ondeggiare insieme a lei... lentamente, seguendo quel brano, immersi in quel mio trasporto estemporaneo.

Ricordo bene il suo sguardo, tra l'incredulo e il perplesso, nell'alzarsi, lei che non ballava mai, lei che una volta tanto si lasciava andare; ricordo bene quanto pieno fosse stato quel momento... bellissimo... anche se immersi nella luce fredda di una tv accesa.

Forse, tra tutti gli episodi del nostro rapporto, questo è tra i più belli...

voloalto | 00:22 | commenti (9) | link
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giovedì, maggio 13, 2004   

Poco fa ero a pranzo a casa dei miei e, mentre aspettavo, facevo un po' di zapping tra i canali (l'unica "occasione che mi do" per vedere la tv è quando vado da loro).

Mi sono fermato su una specie di special; si parlava di Troisi, con una certa compiacenza: delle sue caratteristiche di regista, di attore e di comico...

Quei discorsi mi infastidivano, come se si stesse parlando con superficialità di un amico.

Per fortuna di tanto in tanto andavano in onda degli spezzoni di suoi scatch... quello della preghiera a S.Gennaro con Lello Arena (manco tutti i giorni vòle andà a ritirare la vincita... un giorno sì e uno no... perchè è faticoso)... quello dell'invettiva contro la loquacità di S.Francesco con gli uccelli(sta sempre a parlare agli uccelli... quelli non ne possono più... ed è così che ha avuto inizio la migrazione)... quello del "monologo" con Dio (che ha voluto fare lo sborone, fare tutto in 7gg, che se ci metteva un po' di più le cose gli venivano meglio...).

Mentre seguivo le immagini sul teleschermo, ero in grado di anticipare molte delle battute, eppure di tutte ridevo, insieme a mia madre... che stava preparandomi il pranzo.


voloalto | 15:03 | commenti (4) | link
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martedì, maggio 11, 2004   

voloalto | 18:12 | commenti (3) | link
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voloalto | 13:50 | commenti (1) | link
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domenica, maggio 09, 2004   

L'UOMO CHE NON HAI (La crus)

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Che ne sai di me? Delle mie manie che ne sai?

Delle mie paure che non vanno via che ne sai?

Delle mie preghiere delle mie bugie che ne sai?

Delle mie promesse fatte per stupire che ne sai?

Quello che tu sai di me è il monologo dei tuoi perché

Ma se te ne vai porta via tutti i cocci e conservali

Tienili in cambio per chi ti amerà dopo me

Dalli in cambio per quell'uomo che non hai



Delle mie incertezze, delle mie euforie che ne sai?

Delle mie lusinghe dette per stupire che ne sai?

Quello che tu sai di me è il monologo dei tuoi perché

Ma se te ne vai porta via tutti i cocci e conservali

Tienili in cambio per chi ti amerà dopo me

Dalli in cambio per quell'uomo che non hai



Dei miei pomeriggi a credermi ad amare che ne sai?

Che ne sai di me stanco a questo gioco che ne sai?

Ma se te ne vai porta via tutti i cocci e conservali

Tienili in cambio per chi ti amerà dopo me

Dalli in cambio per quell'uomo che non hai

voloalto | 19:41 | commenti (5) | link
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sabato, maggio 08, 2004   

voloalto | 20:47 | commenti (2) | link
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Quante porte incontreremo nella nostra vita?

Porte scorrevoli, che spariscono in una parete e... è come se non ci fossero più, ma ci sono.

Porte con l'inferriata dietro, hai l'illusione per un attimo di poter passare, ed invece resti sull'uscio.

Porte di casa, le superi e entri in una dimensione famigliare e accogliente.

Porte chiuse dall'interno, a doppia mandata, delle quali si avevano le chiavi, ma che ora sono cambiate e non si riesce più ad entrare.

Porte a vetri, che se ci si avvicina si vede tutto dall'altra parte anche se sono chiuse.

Porte-finestra, da aprire per far entrare solo un po' di fresco e non più.

Porte col telecomando, lo scatto dell'apertura arriva da distante, come pure il comando di chiusura, e non sai chi l'avrà azionato.

Porte di legno, preziose, colorate, da ostentare come fossero uno status symbol.

Porte a doppia anta, che puoi scegliere se aprire solo per metà oppure del tutto.

Porte divelte a forza, non più in grado di proteggere nulla.

Porte maestose, robuste, impenetrabili, inaccessibili se non con quella precisa combinazione e in quel preciso momento.

...



E... giriamo tutti con un mazzo di chiavi.

C'è chi ne ha molte, e riesce ad aprire tante serrature diverse.

C'è chi ne ha poche, e si dispera perchè non riesce a varcare alcun uscio.

C'è chi s'è impigrito, e pur avendone non ha neanche voglia di provare a usarle.

C'è chi, avendone usate alcune in modo sbagliato, ora pensa in assoluto che non ne abbia di valide.

C'è chi, senza un criterio, le usa in sequenza tutte, sperando di beccare la combinazione giusta, fino a rovinare la serratura.

C'è chi è sempre entrato con una certa chiave, e all'improvviso s'accorge che la serratura è cambiata, e spera di trovare un altro modo per aprirla.

C'è chi ne ha talmente tante che poi ha difficoltà a scegliere la chiave giusta.

C'è chi non rientra a casa da talmente tanto tempo che s'è dimenticato pure quale sia la chiave che ha sempre usato.

C'è chi gioca a fare lo scassinatore, sperando che in casa non ci sia un padrone armato.

C'è chi ha dei passpartout, e riesce per magia a passare tutte le soglie.

C'è chi riesce ad aprire a sorpresa quella porta che prima non s'era mai aperta, usando la chiave di sempre.



Tutti aspettiamo chiavi che ci aprano, o abbiamo chiavi che aprono.

Tutti incontriamo porte da aprire, o abbiamo in noi porte che vorremmo fossero aperte.

voloalto | 20:44 | commenti (1) | link
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giovedì, maggio 06, 2004   

Con la sua utilitaria stava facendo manovra davanti alla sua scuola, mentre io mi allontanavo dal punto dove ci eravamo salutati pochi istanti prima.
Avrebbe fatto inversione e mi avrebbe superato, se non avessi tirato fuori il pollice, facendole il cenno dell'autostop.

Con un ampio sorriso si è fermata accanto a me, aprendo la portiera, e dicendomi "Ti serve un passaggio? Dove hai parcheggiato la macchina?".

Sorridendo ho preso repentinamente la macchina fotografica e ho scattato, mentre lei protestava con energia "No, dai... che non vengo bene..."
Rivolgendo il pannello verso di lei, ho attivato l'anteprima; dopo un istante le ho detto quasi mormorando "Guarda quanto sei bella".

Ho visto serrarsi gli occhi, dietro le lenti scure dei suoi occhiali da sole, ed un tenero rossore colorarle il viso...
Ho abbassato lo sguardo davanti a me, e dopo un attimo di silenzio ho esclamato "Ma lo sai che nun me va per niente de partì!?".
Mentre sorrideva nuovamente, preso da un mio pensiero un po' troppo chiassoso, ho aggiunto scrollando la testa "Eh, si... proprio per niente".

Scherzosamente mi ha dato uno schiaffo sul ginocchio, come avessi detto una impertinenza, oppure avesse voluto risvegliarmi da quel torpore; le ho sorriso, scendendo dalla macchina, ricambiando il suo saluto con la mano, pronto per iniziare il lungo viaggio di ritorno con quel pensiero a farmi compagnia.

voloalto | 23:13 | commenti (4) | link
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[Beth Orton - "Stars all seem to weep"]

Siedo su un comodo posto prenotato di un IC Cisalpino, di ritorno dalla mia trasferta a FI, e ripenso all'incontro che ieri ho avuto a RM, con una cara amica di blog.

Il mio secondo "cortocircuito" tra virtuale e reale; la seconda volta, nella mia sperimentazione del virtuale, in cui mi sono voluto mettere in gioco cercando delle conferme nel reale.

Mi chiedo cosa mi ha mosso; quali erano le mie reali aspettative, cosa avrei voluto trovare; e poi... cosa resta di questa esperienza, qual'è il suo lascito, cos'è che mi ha smosso dentro?

Un bambino e una bambina, abbracciati in una posa un po' impacciata davanti alla fontana di Trevi, si facevano fotografare. Accostandomi al suo orecchio e le ho detto... "Guardali...! Si fanno fotografare, e... quella foto la ricorderanno per tutta la vita. In chissà quante occasioni il loro sguardo si poserà su quella immagine, e... ricorderanno".


Senz'altro un grosso ruolo l'ha giocato la mia ansia di riuscire a dare sostanza, di dare conferme, di dare un contatto, di... dare.

Che il senso di inappagamento che mi porto indietro sia proprio l'effetto di questa dannata ansia?

Sono tante le risposte che ho trovato, ma forse ancor di più sono le domande, nuove, e rimaste appese, in me.

Oppure... il disagio che segue l'aver constatato la mia difficoltà a manifestarmi con la fisicità dopo un'intensa prossimità virtuale? In queste situazioni dovrei saperlo che bilanciare non è facile, eppure...

Non so...

P.S.
In quella notte mi avevi chiesto se ti avrei protetto da me. Ho mantenuto la promessa?


voloalto | 23:10 | commenti | link
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lunedì, maggio 03, 2004   

voloalto | 16:40 | commenti (6) | link
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domenica, maggio 02, 2004   

voloalto | 22:05 | commenti (4) | link
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Un volo... alto...
Volare alto, leggero, questo è ciò che ora vorrei.

Volare leggero... comunque leggero...

parlando di me
Mi piace ascoltare, tirar fuori quel che ho dentro, scoprire, esplorare, mettermi in gioco, soddisfare la mia curiosità e, in ogni caso, essere creativo.

A volte mi chiedono perchè "Volo-alto". L'ultima volta ho risposto così:
Hai mai sognato di volare? Nel sogno, la consapevolezza di poterti staccare da terra con uno sforzo muscolare; ed allora provi, e l'aria che ti è sotto ti regge, ti solleva, e prendi quota. A quel punto, vedi tutto dall'alto, e puoi decidere se prendere velocità, oppure restare in stallo, come un falco incollato nell'azzurro, ad ammirare i dettagli in basso; decidere se salire ancora, oppure se giocare con la velocità ed il vento e scendere in picchiata, ed avvicinarti a quel che vedi giù, sul verde del suolo o tra gli alberi dei boschi. Nelle orecchie, solo il soffio dell'aria intorno, che senti fresca e vasta, fin oltre l'orizzonte visuale; a momenti turbolenta ed irregolare, da far temere di perdere la traiettoria scelta; a momenti sottile e leggera, per provare nuove manovre, semplice, come se fosse una semplice corsa sulle proprie salde gambe; ma corsa non è: è volo, è vuoto di centinaia di metri proprio sotto di te, è vista d'altura, è velocità e leggerezza del vento.



slogan deliranti
Con la mia logistica non finanzio le guerre: io vado a metano!

Il mio rapporto coi mezzi di comunicazione/intrattenimento? 90% radio, 4% televisione, 4% stampa, 2% cinema

coordinate
38 anni, M, Marche
Me ne sto a 2 passi dal mare



rileggendo il passato
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