martedì, marzo 30, 2004   

[Byork - “Pagan poetry”]


Lei era... era una mia amica.


L'avevo conosciuta quasi per sbaglio, una sera in cui ero solo, solo al mondo, e... cercavo di perdermi, immerso in una chat, torbidamente, così com'è possibile fare quando senti freddo dentro, e sai che non è l'aria ma il sangue a non scaldarti.

Quella sera per me avevo scelto questo, con determinazione, per stordirmi e poi cercarmi nello stordimento di qualcun altro: conoscevo bene l'intima e ultima confidenza che mi poteva dare un contatto come quello; e... sapevo molto bene come si faceva, qual'era la catarsi interiore che volevo ottenere, qual'era l'energia che volevo evocare.


Quando l'ho incrociata, lei non si è tirata indietro: si è lasciata coinvolgere, lo voleva anche lei, lo cercava come me, anche se non sapeva cos'era, anche se per lei quel che l'aspettava non aveva ancora un nome. Ha scelto me, tra tanti, forse perchè sono stato l'unico ad averla portata via dolcemente, prendendola per mano, verso quella nuova esperienza da provare.

Lei era li, con me, come me, in quel gioco inaspettato, sorpresa di lei, di me e di quel che facevamo; ed è stato proprio così che ci siamo conosciuti, sul limitare di una serata in cui tutti i veli cadono e poi diventa più facile parlare di sé e del proprio mondo.


Spesso lei tornava, ed era bello per me incontrarla e dedicarmi a lei, scoprire nuovamente la sua sorpresa, e in qualche modo cercare di lenire il suo dolore, così simile al mio: aiutarla era aiutarmi, era... scoprirmi, era... conoscermi, mettermi alla prova, nella mia ricerca di leggerezza.

In quegli incontri notturni eravamo due singolarità che si erano avvicinate; io, che leggero in vita mia lo sono stato poche volte, dotato d'un'attenzione meticolosa e d'un affetto “ingenuo e denso”; lei, così diversa da me, così riservata, così schiva, e che malgrado questo tornava a cercare un contatto con me, in quel modo così inconsueto, per ascoltarmi, per parlarmi, per scambiare calore con me.

A volte usavamo anche la chat audio di Yahoo, ma lei non aveva il microfono e così, mentre digitava, ero io a parlarle: le piaceva la mia voce, diceva che la faceva sentire tranquilla, coccolata, ed era proprio quella la sensazione che volevo darle, e sentirmi capace di questo.

Ha aspettato molto tempo prima di mostrarmi il suo aspetto; voleva mostrarsi con un sorriso, diceva di non avere molte foto, e che non voleva farsi vedere triste. Nella foto che m'ha spedito, allegata ad un'email, sedeva in un bar: sul suo viso c'era un sorriso, sì, ma... i suoi occhi neri tradivano nel profondo ancora una volta la sua tristezza.


Sotto le vacanze di Natale avevamo pensato fosse possibile incontrarci, a Roma, ma in lei avevo percepito un filo di esitazione, e per questo l'ho lasciata libera di rimandare: ci siamo detti che presto avremmo trovato altri momenti, per guardarci negli occhi, e magari ridere di quella nostra strana amicizia; strana, per come era nata, per come l'avevamo condotta, e per quello che ci stava dando.


Con il passare del tempo, una serie di fatti l'avevano allontanata da me: le avevo chiesto per email il motivo, un po' preoccupato, e mi aveva descritto alcuni problemi in famiglia, di vari generi; a questi si sommavano ai suoi turni in ospedale, che le impedivano di connettersi con continuità; anche per questo, ad un certo punto, le avevo fornito il mio cellulare: volevo che sentisse che le ero accanto, per il poco che potevo fare, e che in qualsiasi momento poteva contare su di me. Lei lo sapeva, ma non ne ha mai approfittato; si limitava a rispondere agli sms che le inviavo, ogni tanto, quando il mio pensiero passava sulla direttrice di Roma, e piegava leggermente da un lato verso la provincia.


L'ultima volta che ci siamo incontrati in chat avevamo deciso di incontrarci; appena possibile, volevamo fare una bella passeggiata insieme, trattarci bene, coccolarci fino a sfinirci, con tutta la dolcezza che possono dedicarsi due buoni amici che sanno cos'hanno passato insieme, cosa stanno vivendo, e di cosa hanno bisogno.

Ricordo che in quell'occasione lei m'ha anche chiesto “E se ci innamoriamo?”; ricordo di averle risposto “Beh, pensa che bello!”.

Poi altri fatti, altre situazioni, hanno nuovamente dilazionato il nostro incontro: per sms mi aveva detto che di li a poco sarebbe andata 10gg in montagna a riposarsi. L'ultimo sms glie l'ho mandato mentre stavo cucinando una cena solitaria; suonava all'incirca così

“HofattoUnSoffritto DaGranChef e,ComeImmagini,HoSporcatoTuttoQuelKePotevoSporcare.TiRicordiKeTiVoglioBene,Sì?”.

Dato che a quell'sms non aveva risposto, ho pensato non ci fosse molto da ribattere, oppure semplicemente che si fosse lasciata coinvolgere da quel tal anestesista, che da tempo la corteggiava senza troppi risultati, e che forse l'aveva persuasa a fidarsi di lui.


Era passato qualche tempo, da quell'ultimo sms, e aspettavo con pazienza sue nuove, immerso nella mia nuova attività di blogger. Stavo chattando con un'amica conosciuta proprio “qui”, quando una bandierina m'ha segnalato l'arrivo di una email; proveniva dal suo account, ma... non era lei: era sua madre,... mi diceva di aver trovato il mio indirizzo sulla rubrica della figlia,... mi segnalava il fatto che se n'era andata, dopo due giorni di agonia, per un'emorralgia interna.

L'impatto di quella notizia su di me è stato devastante, e... sono stato fortunato ad affrontare quel momento avendo vicino una persona che m'ha aiutato, come solo può fare chi sa cosa significa vivere la prossimanza e il distacco della virtualità.

Al senso di impotenza s'è sommata la confusione, come una nebbia che saliva e che copriva tutto; non sapevo cosa pensare: quella notizia era così netta, assurda, così... in-comprensibile nella sua portata che... non riuscivo a capacitarmene completamente; e... nessuno strumento per farla mia, per com-prenderla: le mie braccia erano pesanti, le mie mani calde, le guardavo... impotente...

Una marea di pensieri, dei più diversi, hanno iniziato a vorticare in me, a confutare quell'evidenza: che si fosse stancata per qualche motivo del nostro rapporto, e avesse preferito sparire di scena in quel modo?! Che lei stesse cercando un certo tipo di avventure e d'affari e, avendo constatato che non ero “promettente”, forse aveva pensato di togliermi dai piedi così?! Che si trattasse di uno scherzo assurdamente crudele, da parte di qualcuno, alle spalle nostre?! Che in realtà lei non fosse mai esistita, che lei fosse stata solamente l'immagine di un camuffamento ben fatto, e che in quel modo s'era posto fine ad un gioco che magari non era più divertente?!

Dopo molte esitazioni mi sono deciso a chiamarla al cellulare, ma... rispondeva solo la segreteria telefonica; a quel punto mi son messo a scrivere alla madre, forse più per sfogarmi che non per chiedere informazioni, su quel che era successo; si... per sanare almeno in parte lo sconvolgimento che stavo vivendo, e magari provare a farmene una ragione.

Nel farlo, mi interrogavo su cosa rimaneva di tutta quella storia, il suo lascito; la conclusione era che restavano tanti dubbi, e una sola, invadente certezza: il mio sconfinato bisogno di affetto, che mi aveva condotto a quella situazione.


Tutto stava scivolando via da me, lentamente ma inesorabilmente, proprio per il sospetto che fosse stato tutto un gioco. Stavo cucinando la mia cena, quando ho ricevuto una chiamata sul cellulare: dall'altro capo c'era una donna profondamente affranta, che si scusava del disturbo, e che diceva di aver capito che ero stato una persona importante nella vita di sua figlia; era la madre, che... accettava di parlarmi, di esporsi, di rispondere alle mie domande, sulle modalità del fatto, sui tempi, sullo specifico accaduto,...

Abbiamo parlato a lungo, intervallando le parole col pianto; io le continuavo a ripetere “Signora, io non sono che uno sconosciuto, non sono che un'ombra, ma... a sua figlia volevo davvero bene... e credo che lei ne abbia voluto anche a me. Lei ci ha lasciato del bene, ora sta a noi averne cura e diffonderlo nel mondo...”. Ci siamo salutati, forse per non continuare a tormentarci e, ciascuno, per entrare in una sofferenza più intima e privata.


Lei non aveva letto quel mio ultimo sms, perchè era entrata in coma il giorno precedente... per un'emorralgia epatica, a 28 anni, mentre si trovava sulla superstrada che l'avrebbe portata all'ospedale dove lavorava; due giorni dopo se n'è andata.

Io... non l'ho mai incontrata, e... era una mia amica.


Questo mio ricordo vorrei fosse un fiore, deposto in sua memoria in questo “mondo virtuale” in cui ci siamo conosciuti; come se fosse una bottiglia lanciata nel mare, lo lascio qui, sperando che la corrente la porti lontano, senza voler sapere dove.












voloalto | 22:14 | commenti (30) | link
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lunedì, marzo 29, 2004   

Mi sento offeso.
Al radiogiornale ho ascoltato l'ultima uscita di Berlusconi, quella sulle ferie, le feste, i ponti e... mi sento indignato, profondamente.

E si, che 'mo se in Italia la crisi è palpabile e il potere d'acquisto percepito è sotto le suole, se si ha l'impressione di dover girare con le mutande di latta, se la ricerca non è stata fatta e le menti migliori se ne son dovute scappare all'estero, se ogni possibile investimento nello sviluppo non è stato manco preso in considerazione dalla classe dirigente, se c'è stato chi ha pensato solo a far fuggire i capitali all'estero o a de-localizzare, se ci sono stati devastanti crak finanziari sotto occhi più o meno ammiccanti di chi sapeva,... adesso è colpa della gente che "fadiga poco", e magari non fa abbastanza la spesa con la borsa gialla...

Oltre al danno, pure la beffa!

Anzi, no, non sono offeso: mi sento proprio incazzato!
'che se è vero che 'sto tanghero ha un temperamento che ogni tanto lo induce a farla fuori dal vaso, così l'ha fatta anche sulle mie scarpe!


voloalto | 16:42 | commenti (12) | link
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domenica, marzo 28, 2004   

[Ascoltando... Beth Orton - "The stars all seem to weep"]

Altro sabato sera a casa mia: pasta cucinata per 10, pizze al taglio da farcire di abbondante affettato, risate e battute più o meno grossolane sui matrimoni in vista per la prossima stagione.
Mi rendevo conto che, a volte, il mio sguardo fendeva persone e situazioni, mischiando ironia ad acutezza, forse fin troppo. Difficile bilanciarsi e non sentirsi chiamati in causa quando i temi sono questi...

Alla fine... pentole e piatti ammassati sopra la lavastoviglie, pronti per essere "infornati".
Procedendo pazientemente, con una punta di stanchezza, constato che mi sento solo; in questo momento mi sento proprio solo.

Andando a spegnere la luce nel salone mi accorgo che Ale s'è dimenticata il cardigan sul divano. Lo guardo, posato morbidamente sul bracciolo, e... prendendolo in mano, lo accosto al viso.
Anche l'odore è cambiato... anche quello...

voloalto | 01:26 | commenti (12) | link
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venerdì, marzo 26, 2004   

Ascoltavo Radio Capital, come spesso faccio la mattina mentre faccio colazione con quintali di frutta e Yoghurt, e... mi ha colpito un brevissimo servizio sull'arrivo della primavera.
Si diceva più o meno... "La primavera è arrivata, e con la primavera l'innalzamento del livello dei ferormoni, ma 6 donne su 10 si sentono insoddisfatte".

Ho preso a ridacchiare, continuando a mordere gli ultimi pezzi d'una succosa pera; poi.. mi sono accorto che il mio sorriso diventava sempre più sghembo; col bicchiere di spremuta d'arancia in mano mi sono avvicinato alla finestra della cucina, guardando fuori, verso nord.
Mentre mi perdevo dentro quel cielo cristallino, sopra al monte, non sorridevo più.

Mi consolava solo la vista del mare, a est, vasto.

voloalto | 09:14 | commenti (18) | link
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giovedì, marzo 25, 2004   

Stamattina sono stato dalla logopedista; a quanto pare non sto messo proprio bene... dovrei fare delle terapie, cercare di risparmiare la voce, che per me è uno strumento di lavoro indispensabile.

Quando le ho detto che insegno per ore e ore, a volte senza fermarmi, mi ha guardato sgranando i suoi occhi blu, come avessi detto una cosa aberrante; su un foglio bianco ha segnato una serie di consigli e di prescrizioni, in attesa di fissare gli appuntamenti per "la ginnastica vocale".

A questo punto devo considerarmi fortunato d'aver avuto quel malanno stagionale, il mese scorso, che m'ha fatto fermare e capire quanto sia importante riguardarmi, altrimenti... chissà per quanto altro tempo sarei andato avanti così, distruggendomi definitivamente la laringe, e magari procurandomi qualche nodulo.

Per fare la diagnosi, lei s'è posizionata dietro di me, e m'ha chiesto di pronunciare le vocali, una alla volta, salendo progressivamente di tono; mentre lo facevo, manipolava il mio collo, posizionando le dita sul pomo d'Adamo, per modificare il suono prodotto.
Ogni tanto, mentre mi esaminava, con voce profonda sussurrava "Ecco... ecco la tua voce..."; era come se, immersa in trance, stesse facendo la scoperta di un tesoro nascosto, e me lo volesse rivelare.
E' stata un'esperienza molto strana; molto... sensuale...

voloalto | 13:31 | commenti (11) | link
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mercoledì, marzo 24, 2004   

voloalto | 13:34 | commenti (5) | link
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martedì, marzo 23, 2004   


Stavo ascoltando l'appendice "Costume e Società" del TG2 delle 13, e il mio orecchio è stato attratto da un servizio sui "single".
Mentre il giornalista descriveva sommariamente i momenti, le situazioni, gli stati d'animo (come solo i giornalisti televisivi sanno fare :))) , sorridevo, un po' sornione, cercando di riconoscermi in quel profilo.
Sono veramente così? E poi, lo sono per scelta o per condizione? Hm... forse la seconda, 'che m'è capitato di trovarmici, ma... in fondo l'ho scelto io: così come stavo non s'andava da nessuna parte, non aveva più senso, non ero più io! Ma.. ora.. sono io?! Sono veramente io?! Eh, bella domanda!

Mentre mi chiedevo questo, s'è iniziato a parlare della solitudine, e poi degli "strumenti di socializzazione", dai balli di gruppo ai locali che fanno feste per single, insomma... tutto l'armamentario che il single ha a disposizione per uscire dalla clausura, fotografato con rapidi flash e superficiali battute.

Hmm.. mi chiedo, m'interrogo, sul mio stato...
A che punto sono? Come sto vivendo? Sto cogliendo le opportunità che potrei avere? Oppure.. non mi sono accorto che in realtà sto girando in tondo, mentre le cose intorno cambiano, percui... mi sembra di muovermi ed in realtà sto fermo?

voloalto | 14:30 | commenti (10) | link
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domenica, marzo 21, 2004   

voloalto | 18:19 | commenti (5) | link
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voloalto | 15:17 | commenti (5) | link
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venerdì, marzo 19, 2004   

voloalto | 00:31 | commenti (11) | link
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martedì, marzo 16, 2004   

In merito al post di ieri... a dire il vero io di quell'uomo non sapevo nulla, e mai saprò nulla, oltre una sensazione del tutto soggettiva che mi ha procurato in quel particolare momento.

Si, devo ammetterlo, in realtà nel mio post non stavo parlando di lui, ma dell'impressione che mi faceva il pensiero di lui; ad inquietarmi era l'idea che io potessi ad un certo punto rispecchiarmi nell'idea che di lui mi ero fatto.
Se poi fosse stato un uomo in carne ed ossa, se fosse stato veramente come mi sembrava fosse, oppure una persona completamente diversa, in me non sarebbe cambiato nulla... l'impressione (guidata dalla mia ignoranza) sarebbe stata esattamente la stessa...
Era me che osservavo, attraverso lui, e di me parlavo... di qualcosa che non voglio si realizzi...

Lui non era altro che un ignaro strumento della mia introspezione; e... me ne sono reso conto all'altezza di Bologna...

voloalto | 00:50 | commenti (6) | link
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domenica, marzo 14, 2004   

Lui siede davanti a me, con l'aria impeccabile, in questo mio nuovo viaggio lontano da casa e vicino al mio lavoro, stavolta s'un intercity di prima classe.

Se non fosse italiano, quest'uomo di mezz'età certo sarebbe inglese: carnagione chiara, rasato con cura, baffetti leggeri posati su labbra rosee e disegnate, un volto leggermente slavato che non lascia trapelare alcun moto interiore.

Le gambe sono perfettamente allineate, dinnanzi alle mie, ferme; al suo polso, un discreto orologio dorato, dal brillante cinturino marrone. Gli occhiali senza montatura sono appesi nel taschino della sua giacca blu, correttamente abbinata nel colore a quello della cravatta, alla camicia bianca e al pantalone nero di lana con la riga ben marcata.

La sua attenzione è completamente calata in un voluminoso libro in lingua, lo sguardo del suo occhio sottile e assorto si muove appena seguendo le righe del testo. Per il resto, è immobile, d'una immobilità di gesso: le sue mani sono poggiate sul bordo del testo, solo le dita si muovono appena, quel poco ch'è necessario per voltare pagina e avanzare nella lettura.

La sua flemma suscita in me inqueitudine, e in un certo senso mi offende. Non riesco a non pensare a cosa forse nasconde quest'uomo, nel suo animo, e in una valutazione che so bene essere del tutto epidermica mi viene da immaginarlo muoversi in scenari di aridità emotiva, scivolare sulle cose, sugli eventi, sulle persone; mi viene da pensare a quante volte forse è stato capace di vedere infrangersi sulla sua impassibilità un sentimento manifesto; con quale naturale o costruita indifferenza abbia glissato quando s'è trattato di mettere in gioco quella sua imperturbabilità; alla posatezza inanimata con la quale gestisce i suoi rapporti.

Ho pensato come possa essere stato, un uomo come questo, prima di diventare così; quali possano essere stati i sogni che ha suscitato, i sentimenti, le speranze, le seduzioni cui una donna possa essersi abbandonata.
Ed ora, cosa possa significare veder rientrare la sera un uomo così; vederlo girare per casa, sedere alla poltrona del salone vicino alla lampada, col giornale aperto davanti, in attesa che la cena venga servita a tavola; e poi ancora trovarlo tra le proprie lenzuola, cercare di scambiare con lui un piacere arido e residuale, e riuscirci solo in quella frazione di completa vulnerabilità in cui tutte le barriere crollano.

Si, nell'osservarlo in me non c'è solo inquietudine, c'è anche offesa: l'offesa che può essere lanciata da un'immagine riflessa in uno specchio distorto, che mostra un futuro che non sono in grado di escludere totalmente.

voloalto | 22:36 | commenti (4) | link
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martedì, marzo 09, 2004   

(Già postata da
elisewin)

...anche secondo me la femminilità salverà il mondo, ma... non è detto che il femminile sia solo delle donne!

Di mio, da diverso tempo sto cercando di conciliare anima e animo, cosa non facile visto che spesso son proprio le donne che premiano la "insensibilità" (intesa come sintomo di forza) a discapito della "sensibilità" (intesa come sintomo di fragilità); e... quando t'accorgi che è così... che è così che ti vogliono, che è questo che cercano, beh... non è facile conservare accesa quella fiamma che fà l'uomo completo e la sua donna felice.

Il buffo viene poi quando ti mostri e proponi così... complicato, articolato e ..."forte in modo diverso" (perchè ci vuol forza a manifestare anche sensibilità e fragilità)... e loro non ci credono... e scappano perchè pensano non sia possibile! Oppure... no... troppa complicazione sono già compicata di mio! Oppure... l'omo deve fa l'omo, 'che ce fai co' n'omo così? (l'omo ha da puzzà!?! Come se uno che non puzza non sapesse prendere e dare)

Comunque, a me le donne piacciono, e questa evidenza schiarisce il cielo :)))


voloalto | 10:15 | commenti (21) | link
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lunedì, marzo 08, 2004   

voloalto | 09:04 | commenti (8) | link
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venerdì, marzo 05, 2004   

Ricordo un episodio con un mio caro amico; sotto il lampione davanti casa mia, al ritorno da un bel film, nella sua ford fiesta, mi chiese di parlargli di una certa mia storia andata a male; mi ascoltò paziente, e poi, guardandomi negli occhi, in quella penombra d'utilitaria, m'ha detto solo "Albè... tu sei un poeta".

Mi sono voltato dall'altra parte, verso il finestrino, il gomito sul bordo, sulle labbra le nocche del pugno chiuso... lo sguardo lontano, non sapendo cosa farci di quel titolo, con quel che m'aveva smosso dentro quel racconto, ma comunque... "lusingato".

Boh, ho sempre provato molta deferenza nei confronti di questa parola, che a volte mi sento attribuita.
Non lo so se lo sono veramente; so solo che ho molto dentro... mi sento un mondo dentro, col mio sguardo vedo e sento molto... e... a volte tutto questo mi preme talmente tanto... che... non riesco a contenerlo, e cerco delle parole che possano rendere l'idea, il senso, di quel che penso, di quel che sto sentendo.

A volte mi rendo conto che la grammatica non basta, che... i normali canoni della scrittura corretta non bastano, non esprimono abbastanza, e allora... cerco altre parole, vado a capo, m'aiuto con i puntini, provo a dare il senso di come mi esprimerei se fossi li, presente, a dire quel che vorrei dire...

Liberamente tratto da una email inviata a una cara amica ;)

voloalto | 13:01 | commenti (13) | link
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mercoledì, marzo 03, 2004   

voloalto | 11:24 | commenti (13) | link
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martedì, marzo 02, 2004   

Oi... ho appena fatto un cambiamento al template, che subito s'è notato!? Ma allora... c'è qualcuno che mi legge!?
C'è qualcuno che ci tiene! :))))

A dire il vero, ho cercato molto, e questo template mi ha colpito per il suo grado di astrazione, ma... ancora non mi convince: troppa sfericità... mi dà l'idea di chiusura, ed io... non sono nè chiuso nè sferico...
Anche se 'ste sfere sono in cielo, immerse in un azzurro astratto, la sfera non mi rappresenta... non so... non mi convince del tutto... 'che se io fossi una forma non sarei una sfera! E poi... non mi trasmette l'idea del volo (Caleid... intendevi forse questo? ;)

Avessi un po' di tempo, mi cimenterei per crearne uno, ma... sto messo un po' male...

C'è qualche angelo custode che mi suggerisce qualche cava nella quale scavare per trovare qualcosa di più calzante? :)

voloalto | 12:37 | commenti (3) | link
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In diversi mi hanno chiesto perchè "Volo-alto".

L'ultima volta ho risposto così:

Hai mai sognato di volare? Nel sogno, la consapevolezza di poterti staccare da terra con uno sforzo muscolare; ed allora provi, e l'aria che ti è sotto ti regge, ti solleva, e prendi quota. A quel punto, vedi tutto dall'alto, e puoi decidere se prendere velocità, oppure restare in stallo, come un falco incollato nell'azzurro, ad ammirare i dettagli in basso; decidere se salire ancora, oppure se giocare con la velocità ed il vento e scendere in picchiata, ed avvicinarti a quel che vedi giù, sul verde del suolo o tra gli alberi dei boschi. Nelle orecchie, solo il soffio dell'aria intorno, che senti fresca e vasta, fin oltre l'orizzonte visuale; a momenti turbolenta ed irregolare, da far temere di perdere la traiettoria scelta; a momenti sottile e leggera, per provare nuove manovre, semplice, come se fosse una semplice corsa sulle proprie salde gambe; ma corsa non è: è volo, è vuoto di centinaia di metri proprio sotto di te, è vista d'altura, è velocità e leggerezza del vento.

voloalto | 12:31 | commenti (1) | link
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lunedì, marzo 01, 2004   

voloalto | 11:45 | commenti (8) | link
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Un volo... alto...
Volare alto, leggero, questo è ciò che ora vorrei.

Volare leggero... comunque leggero...

parlando di me
Mi piace ascoltare, tirar fuori quel che ho dentro, scoprire, esplorare, mettermi in gioco, soddisfare la mia curiosità e, in ogni caso, essere creativo.

A volte mi chiedono perchè "Volo-alto". L'ultima volta ho risposto così:
Hai mai sognato di volare? Nel sogno, la consapevolezza di poterti staccare da terra con uno sforzo muscolare; ed allora provi, e l'aria che ti è sotto ti regge, ti solleva, e prendi quota. A quel punto, vedi tutto dall'alto, e puoi decidere se prendere velocità, oppure restare in stallo, come un falco incollato nell'azzurro, ad ammirare i dettagli in basso; decidere se salire ancora, oppure se giocare con la velocità ed il vento e scendere in picchiata, ed avvicinarti a quel che vedi giù, sul verde del suolo o tra gli alberi dei boschi. Nelle orecchie, solo il soffio dell'aria intorno, che senti fresca e vasta, fin oltre l'orizzonte visuale; a momenti turbolenta ed irregolare, da far temere di perdere la traiettoria scelta; a momenti sottile e leggera, per provare nuove manovre, semplice, come se fosse una semplice corsa sulle proprie salde gambe; ma corsa non è: è volo, è vuoto di centinaia di metri proprio sotto di te, è vista d'altura, è velocità e leggerezza del vento.



slogan deliranti
Con la mia logistica non finanzio le guerre: io vado a metano!

Il mio rapporto coi mezzi di comunicazione/intrattenimento? 90% radio, 4% televisione, 4% stampa, 2% cinema

coordinate
38 anni, M, Marche
Me ne sto a 2 passi dal mare



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