domenica, febbraio 29, 2004   

Hmm.. mi chiedo se tutto è veramente ok.
Boh... a me più passa il tempo, e più... me pare de tornà indietro, navigando nel mare magno di pensieri torbidi e vagamente auto-lesionistici.

Certo che se "non ce l'avessi sempre tra i piedi" la cosa forse sarebbe più facile da gestire ma... ho fatto questa scelta "non egoistica" di permetterle di esser presente nella mia comitiva, ed ora... non si può tornare indietro, se non cambiando comitiva, e la cosa non la si fa dalla sera alla mattina.
Ma poi, penso anche che se smettesse di uscire con Bob e gli altri, certo la cosa ora mi si presenterebbe come problema, con 100mila seghe mentali sul perchè, sul percome... e dove sarà, e cosa starà facendo, e con chi starà...

L'ottimale sarebbe stato un bel distacco netto, così come ero riuscito a fare nelle prime 4 settimane: non ci si vede, ci si mette l'animo in pace, e tutto fila secondo l'ordine naturale delle cose... sopraggiunge qualcun altro, se la porta via, io non vedo se non l'esito finale; tutto sarebbe molto semplice, come l'estrazione di un molare sotto anestesia... ti fa male solo dopo... ma ormai è tutto passato, e non resta che mettersi l'animo in pace.

Così, invece, ad ogni suo sguardo nuovo che noto (lei che ha sempre ostentato un atteggiamento di quasi totale chiusura verso la sensualità), ad ogni movimento della sua mano sulla spalla di qualcuno (lei che con me era sempre così restia a manifestazioni d'affetto in pubblico), ad ogni parola pronunciata in modo vagamente diverso (lei che non s'è mai raccontata)... mi tocca fare lo sforzo di dirmi "Fatti i cazzi tuoi... fila per la tua strada...", ed è una fatica continua, ed in questo momento proprio non mi sento un Ercole.

Adesso... accidenti... adesso tutto è così complicato...

Sab. insiste sul fatto che sto vivendo una crisi acuta di ripensamento, e che devo stare attento; boh, io vado avanti, magari un po' zoppicando, ma tra trasferte in giro per l'Italia, internet, progetti e realizzazioni più o meno fantasiosi... campo uguale, e di questi tempi mi pare già parecchio.

A vederla, Ale. pare veramente cambiata; sembra paradossale, eppure... è evidente, è proprio così: son riuscito solo col mio allontanarmi in quello che non ero riuscito con la presenza e l'impegno.
Credo che con Mon. parli, si sfoghi, sia riuscita a creare un feeling diverso dai suoi soliti, a rompere il suo usuale distacco ma... quel minimo desiderio a parlare con me di noi, che mi potrebbe servire per "elaborare il lutto" (e sono sicuro servirebbe anche a lei), non lo vedo possibile: troppo scottante è stato quello stridente confronto, con lei, in quell'unica occasione in cui ho provato; e... dovessi dire, poi dai suoi atteggiamenti non ho neanche più avuto modo di ricredermi.

Che brutto modo di gestire questa fine abbiamo avuto; sono molto deluso, sia di lei che di me.

Ma, ripeto... vivo... mi costruisco casa intorno, tengo rapporti... sento la bellezza della vita che mi passa accanto nei profumi, nei colori, nel calore, e... mi chiedo un po' inquieto quando mi potrò permettere il lusso di cambiare il mio stato delle cose.
Quando sarà.. che potrò considerare imparata questa lezione che dovevo imparare?

Mah... la risposta di certo me la sussurrerà nell'orecchio un vento che non conosco.

voloalto | 12:06 | commenti (3) | link
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sabato, febbraio 28, 2004   

Tra le lettere di 10 anni fa che mi ha restituito Ale., ne ho trovata una che mi ha toccato particolarmente.
Un dei passi salienti è questo:
"L'uomo intende la donna come il contadino intende la sua terra; come elemento che dà senso, motivo, risorse, speranza, futuro; come entità di per sè selvaggia, che si muove in un ambito che è fuori dalla logica e dalla razionalità e che per questo è più vicina alla natura di quanto non sia l'uomo; la donna che è vita, non solo nel senso che può far nascere e nutrire materialmente in quanto femmina, ma nel senso che è capace di vivere e di far vivere... di una vita completa, intera, che va oltre la mera esistenza fisica, oltre il limite carnale; la donna che è spunto, che è creatività, che è ispirazione e possibilità, che è idea e al contempo il contesto in cui realizzare idee; che è punto di partenza e al tempo stesso rifugio e punto di arrivo e scopo delle imprese dell'Ulisse che è in ogni uomo."

Mi ha colpito molto il rileggerla, perchè... quell'idea mi pervadeva profondamente, ed ancora riesce a farlo.
Ricordo che l'ho scritta poco dopo aver approfondito il mio studio di Pavese (se ne sente l'influsso, forte), ma anche in relazione ad un episodio che avevo vissuto qualche anno prima, con Sab., a Roma.
Era poco prima di Capodanno, passeggiavamo per un corso centrale, elegantemente addobbato di filamenti rossi e dorati; vicino all'ambasciata americana, ricordo ci siamo fermati a vedere l'esposizione all'aperto che uno scultore aveva fatto, sul marciapiede.
Il tema era sempre lo stesso: la donna, magnificamente raffigurata in ciascuna scultura in oro. Immerso in quel breve percorso artistico, stavo precedendo Sab. che s'era fermata più indietro; ad un certo punto, mi sono fermato davanti ad un ascultura che ha catturato completamente la mia attenzione,... d'una bellezza sconcertante: una donna, capelli lunghi e sciolti all'indietro, incinta, vestita solo di un leggero drappo, in piedi, con un braccio rivolto all'indietro e l'altra mano alzata, l'indice proteso al cielo più lontano.
Sono rimasto li davanti, inebetito, per diverso tempo, tanto che Sab. quasi mi ha dovuto trascinare via... e l'eco di quell'opera mi ha segnato profondamente.

Forse in Ale. cercavo quella donna che, avvolta nel vento e piena di vita, si protendeva al futuro, al remoto, all'incognito... e chiedeva di conquistare per lei le stelle...

voloalto | 12:55 | commenti (2) | link
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venerdì, febbraio 27, 2004   

Ieri sera finalmente sono riuscito a vedermi "Lost in translation".
Bel film, bella fotografia, belle ambientazioni e... bel soggetto.

Una volta tanto, un film americano in cui i buoni non sono completamente buoni, i cattivi non sono completamente cattivi, gli scemi e gli strambi hanno un loro perchè, etc etc... insomma, ho notato la presenza di sfumature, cosa abbastanza rara nella cinematografia americana che abbia qualche vocazione a superare l'atlantico.

Mi ha colpito particolarmente la rassegnazione dei protagonisti nei confronti dei rispettivi "partner ufficiali"; quella stanchezza, che mascherava di normalità il profondo disagio che provavano.
Non era vigliaccheria, non ci vedevo vigliaccheria; era... mancanza di speranza, che sublimava in nuvole grigie sulle loro storie, pronte a scatenare una pioggia solo superficialmente inattesa.
E... mi facevano un po' pena, quei compagni, vicini ma distanti, forse ignari, forse... anche loro più o meno consapevoli d'essersi già incanalati su traiettorie proprie e divergenti.

E poi.. il desiderio di seduzione, in agguato; un desiderio che si fa arma, che si fa calamita: la facoltà di lasciarsi sedurre che... seduce.

E poi ancora, quelle "parole perdute nella traduzione dal giapponese" ("Lost in translation"... nel sottotitolo l'hanno malamente tradotto ne "L'amore tradotto"... ma come se fa?!); quel regista che faceva 100mila gesti e discorreva per 1 minuto per spiegare al testimonial dello spot cosa voleva, e poi veniva tradotto in un inglese "si volti e sorseggi dal suo bicchiere".
Ma, del resto, non è che per gli altri in fondo parliamo un po' tutti in giapponese?
Si... facciamo tanti discorsi, spendiamo tante parole, ma forse il 95% di quel che cerchiamo di comunicare viene perduto nella "traduzione" e... quel che ne resta spesso è un messaggio ben più povero e scarno (e forse manco veritiero).

voloalto | 18:03 | commenti (1) | link
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giovedì, febbraio 26, 2004   

Si... la primavera sta arrivando...
Forse ci siamo... magari mancano solo pochi colpi di coda, e poi sarà possibile tornare sui prati verdi, stringere gli occhi guardando calare un caldo sole dietro la collina, mentre alle spalle il cielo sul mare si colora di pastelli rosa e azzurri.

(Liberamente tratta da un post che ho fatto da Silviazza e... siccome mi piace... me ne riapproprio... più o meno svergognatamente :)

voloalto | 18:58 | commenti (6) | link
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mercoledì, febbraio 25, 2004   

voloalto | 13:06 | commenti (4) | link
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Mentre venivo in ufficio, questa mattina, ascoltavo la radio.
A volte mi capita di canticchiare dei brani (non sono un gran cantante, ma in questo modo "li faccio miei" :) e poi... solo in macchina, posso fare quel che voglio! :)))
Come a volte succede nei brani stranieri, venivo mettendo insieme parole che avessero il suono giusto, anche senza senso.
Ascoltando un brano di Alicya Keys, ad un certo punto ho pronunciato "her worth", e... per associazione, m'è salito alla coscenza questo pensiero: quando ami, la persona che hai accanto riesce a permetterti di sentire il tuo valore.

Attraverso lei / Mediante lei / Grazie a lei / ... senti che vali.

E qui ci vedo bene un ragionamento sul fatto che certe persone danno un'importanza fondamentale all'aspetto fisico: non solo godo della tua bellezza, ma anche del fatto che mi fai sentire quello che la possiede.

voloalto | 09:46 | commenti (2) | link
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venerdì, febbraio 20, 2004   

M'è venuta voglia di provare "qui" un gioco fatto in passato, via email.
Chissà che non funzioni, e che non risulti divertente!?

Dunque... il gioco consiste in questo: cercarsi nei film; come dire... se mi dovessi riconoscere in qualche sequenza, in qualche personaggio, dove mi troverei?

Io... in

- Robin Williams come professore ne "L'attimo fuggente", oppure il
medico in "Patch Addams"; nelle sue spalle larghe, nel suo modo di
fare, informale, nel suo guardare al mondo con occhi fin troppo sognatori;

- Nanni Moretti nel giro in vespa che fa in "Caro diario" ,
sbracciando al tempo di quel brano di Khaled (si scrive così, quel
cantante algerino?), per le strade assolate di Roma, cercando i suoi
angoli meno conosciuti, con l'occhio dell'antropologo, fino ad
arrivare alle spiagge di Ostia, dove hanno ammazzato Pasolini;

- Sergio Castellitto, nella parte del dottore di "Il grande cocomero",
con quelle note di sax di sottofondo così...jazz, e quell'immenso
bisogno di amare e di agire...nel mondo...per sentirlo e....per
esserci...!

- Forrest Gump, quando dichiara il suo amore, e sale sul palco davanti
a migliaia di pacifisti vestito da militare, e si stacca la spina, e
non si sente niente...; poi, quando difende la sua amata,
dall'aggressione del suo compagno temporaneo; e poi quando inizia la
sua corsa a piedi, per dolore, e va...attraversando l'America di
corsa, inventando il marchio dello Smile

- Luca Zingaretti ne "Gli arancini di Montalbano", quando resta
incredulo del fatto che tutti lo vogliono invitare a cena per l'ultimo
dell'anno; nella sua espressione, nel suo portamento, nella sua
auto-ironia quando non sa che pesci prendere...

E.. voi?!

voloalto | 13:10 | commenti (4) | link
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lunedì, febbraio 16, 2004   

voloalto | 21:20 | commenti (9) | link
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voloalto | 21:00 | commenti | link
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domenica, febbraio 08, 2004   

voloalto | 12:03 | commenti (6) | link
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venerdì, febbraio 06, 2004   

voloalto | 10:38 | commenti (4) | link
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mercoledì, febbraio 04, 2004   

Si sta facendo strada in me l'idea che libero ed indipendente non sarò mai, e che forse questa è l'evidenza più chiara.

Ne parlavo proprio ieri sera, al telefono, con Sab., che mi ha diagnosticato "una fase di riflusso acuta, con spasmodici rivolgimenti al passato"; mi conosce bene, Sab.: forse è rimasta indietro sui fatti, da 10 anni a questa parte, ma conosce abbastanza bene il mio temperamento, quel che si trova sotto il mio carattere, e che poi muove i miei eventi e la mia relazionalità.

Quando le ho detto che nel pomeriggio avevo scritto a Mon., per chiederle se voleva partecipare alla fase sperimentale di un corso a distanza che ho realizzato, e che se non l'avessi fatto mi sarei sentito un vigliacco, mi ha parlato duramente, chiedendomi "...perchè continui a fare così? Perchè hai bisogno di spazzare via tutto? Perchè vuoi grattare il fondo? Perchè vuoi svenderti/umiliarti/ripiegarti, invece di andare avanti e prendere veramente nuove strade?".

Avevo valutato questa possibilità, l'avevo considerata, ... pensavo fosse accettabile e invece... ora mi assalgono i dubbi.

Ha premuto un po' meno la mano quando invece le ho detto che domenica ho preparato due CD di De Andrè per Ale.

Qualche giorno fà, durante una cena con gli amici a casa mia, ho notato che distrattamente Ale. stava sfogliando i miei CD; poi, voltandosi, mi ha chiesto se avevo qualcosa di quel cantautore. Ho preparato quei due CD, lavorandoci tutta la domenica mattina; quando glie li ho dati, Ale. mi ha fatto la stessa impressione di uno scoiattolo che, ricevuta una nocciolina, veloce se la nasconde portandosela nella tana...

Non ha detto nulla oltre ad un gioioso "Grazie!"; mi ha ferito il fatto di essere rimasto così piacevolmente sorpreso dalla sua reazione, e che io non ricordi il suo volto mentre lo diceva, forse non solo perchè era buio ma perchè... c'era dell'emozione profonda in quel mio gesto.

Sentendomi raccontare questo, Sab. mi ha detto che, se è vero che Ale non amava la musica e non ne ascoltava, ora probabilmente la ama, e magari proprio dal mio andarmene ha scoperto dei percorsi diversi dai soliti, e dentro questi magari ora c'è anche la musica.

Altri percorsi, veramente nuovi: fare nuove cose, vedere nuova gente, appassionarsi d'altro... e dicendo questo ancora una volta ha infierito su di me, dicendo che è quello che non sto facendo fino in fondo io; aggiungendo che ho fallito miseramente con Ale., perchè solo con l'andarmene sono riuscito ad aiutarla, e non con il restare e col mio sforzo; era una frase mia, che ha preso a prestito, e che ha ripetuto diverse volte, forse anche per farla più sua ripetendola a sè stessa, perchè... anche lei sta vivendo la fine della sua storia.

A Sab. voglio bene... voglio molto bene... e pensare che 10 anni ci sono voluti per imbastire di nuovo questo rapporto dopo quella lacerazione... gli dà ancora più valore.

voloalto | 14:16 | commenti (3) | link
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Un volo... alto...
Volare alto, leggero, questo è ciò che ora vorrei.

Volare leggero... comunque leggero...

parlando di me
Mi piace ascoltare, tirar fuori quel che ho dentro, scoprire, esplorare, mettermi in gioco, soddisfare la mia curiosità e, in ogni caso, essere creativo.

A volte mi chiedono perchè "Volo-alto". L'ultima volta ho risposto così:
Hai mai sognato di volare? Nel sogno, la consapevolezza di poterti staccare da terra con uno sforzo muscolare; ed allora provi, e l'aria che ti è sotto ti regge, ti solleva, e prendi quota. A quel punto, vedi tutto dall'alto, e puoi decidere se prendere velocità, oppure restare in stallo, come un falco incollato nell'azzurro, ad ammirare i dettagli in basso; decidere se salire ancora, oppure se giocare con la velocità ed il vento e scendere in picchiata, ed avvicinarti a quel che vedi giù, sul verde del suolo o tra gli alberi dei boschi. Nelle orecchie, solo il soffio dell'aria intorno, che senti fresca e vasta, fin oltre l'orizzonte visuale; a momenti turbolenta ed irregolare, da far temere di perdere la traiettoria scelta; a momenti sottile e leggera, per provare nuove manovre, semplice, come se fosse una semplice corsa sulle proprie salde gambe; ma corsa non è: è volo, è vuoto di centinaia di metri proprio sotto di te, è vista d'altura, è velocità e leggerezza del vento.



slogan deliranti
Con la mia logistica non finanzio le guerre: io vado a metano!

Il mio rapporto coi mezzi di comunicazione/intrattenimento? 90% radio, 4% televisione, 4% stampa, 2% cinema

coordinate
38 anni, M, Marche
Me ne sto a 2 passi dal mare



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